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La Locanda dei Girasoli, quando la solidarietà sconfigge la crisi

Nonostante la difficile crisi economica, la solidarietà dei cittadini mostrata nei confronti della Locanda dei Girasoli ha permesso loro di uscire da un periodo difficile: "L'allarme però non è ancora cessato" spiega il Direttore del locale, intervistato da RomaToday

La Locanda dei Girasoli non ha bisogno di presentazioni: con il suo progetto di integrazione sociale ha attirato il rispetto di tutto il quartiere: lo testimonia la risposta della cittadinanza nonostante l’attuale momento di forte crisi economica. “I problemi sono ancora molti” ricorda però Antonio Lanzilei, direttore della Locanda, che in un’intervista a RomaToday ripercorre la storia del progetto, dalla sua nascita ad oggi.

Come è nata la Locanda dei Girasoli?

È nata nel 2000 su idea di una coppia di genitori di un ragazzo con Sindrome di Down, per creare opportunità di inserimento sociale ed abitativo per persone con questo tipo di handicap. Furono coinvolti dai genitori di Valerio anche altre famiglie che avevano lo stesso problema. Fu quindi fondata questa Cooperativa ed acquisita una attività di ristorazione e partirono. Tra il 2004 e il 2005 ci fu un momento bruttissimo, legato a discorsi di lavoro, in cui questa attività stava quasi per essere ceduta ad un privato, sarebbe quindi finita l’esperienza di questa Cooperativa. In quel momento ci fu l’intervento dell’allora Sindaco di Roma, Walter Veltroni, e maggiormente del presidente di questo Municipio, Sandro Medici.

Che cosa fecero per aiutarvi?

Insieme trovarono un imprenditore privato che fece una donazione consistente, che da un punto di vista mediatico è sempre voluto restare anonimo. Ci fu poi un avvicendamento di soci e divennero socie di questa Cooperativa due Cooperative. Una è Cecilia, che opera in questo Municipio da oltre 30 anni, e Agricoltura Capodarco. Nel 2008 Agricoltura Capodarco è uscita dalla compagine sociale ed è diventata socia la Cooperativa Al Parco, che gestisce per conto della ASL un centro di disagi psichici dentro al complesso ospedaliero del Forlanini. Nel 2005 ci fu quindi questo avvicendamento di soci, il locale fu chiuso alcuni mesi per ristrutturarlo e per riorganizzare tutto. Ripartimmo per quasi tre anni con un lavoro stupendo, poi è arrivata la crisi.

Quante persone lavorano nella Locanda?

Diamo lavoro a quattro ragazzi Down, nel tempo sono cambiati ma sono sempre quattro.

Qual è il beneficio maggiore che traggono questi ragazzi nel lavorare qui?

Ne guadagnano in sicurezza, in autostima e vivono. Stanno in mezzo alle persone, e questo è molto importante. Nel momento in cui parte il servizio del ristorante cambiano completamente.

La crisi economica ha attaccato tutto il settore della ristorazione, compresa la Locanda. Ha notato un miglioramento negli ultimi mesi?

Da metà Novembre, dopo che abbiamo chiesto aiuto a mezzo mondo, le cose vanno meglio. Se questo flusso di lavoro durasse ancora un po’ di mesi riusciremmo a sistemare dei problemi. In particolare dei debiti che abbiamo accumulato, perché noi abbiamo fatto delle scelte decisamente particolari.

Quali sono queste scelte?

Primo, chiunque lavora con noi ha un contratto di lavoro. Da noi non esiste lavoro nero. Ci sono contratti a tempo determinato a tempo indeterminato, part-time, una collaborazione, ma tutto è regolare. Questo dal punto di vista dei costi rende la situazione un po’ più dura. Non ho le prove, ma credo che nell’ambito della ristorazione difficilmente ci sia un ristorante in cui chiunque ci lavora è in regola.

Quali altri costi dovete sostenere ogni mese?

Questo locale è di un privato, con cui abbiamo un contratto di affitto. Poi c’è il personale, gas etc. Diciamo che ogni mese dobbiamo riuscire a coprire circa 30.000 euro.

Avete mai usufruito di agevolazioni o finanziamenti da parte dello Stato?

No, niente. Facciamo tutto da soli. Per questo quando manca il lavoro noi ci ritroviamo in ginocchio.

Molti politici e Comitati hanno espresso dichiarazioni di amore e rispetto nei vostri confronti. Queste dichiarazioni si sono poi trasformate in aiuti concreti? E c’è qualcuno che si sente di ringraziare in particolare?

Abbiamo ospitato delle cene con alcuni consiglieri municipali e comunali. Questa sera ce ne abbiamo un'altra per un candidato alla Camera dei Deputati per Sel. La settimana prossima dovremmo averne un’altra. Ma il presidente Medici viene prima di tutti. In assoluto. Lui e tutto il suo staff.

Perché?

Perché ci ha messo la faccia. Lui ci ha organizzato a metà Novembre una conferenza stampa, qui nella Locanda, dove sono intervenuti anche i due simpatici conduttori della trasmissione radiofonica ‘Il ruggito del Coniglio’, Marco Dose e Antonella Presta. Da lì è poi partito un comunicato stampa che ha fatto il giro di mezzo mondo e ci ha dato una grande visibilità.

Nella speranza che tutto vada nel migliore dei modi, c’è qualche iniziativa che le piacerebbe integrare in questo progetto?

Vorremmo allargarci come Cooperativa, come compagine sociale. Per questo la mattina, a volta, facciamo un servizio di catering. Come ristorante per ora siamo aperti solo la sera. Forniamo i pasti ad alcuni centri anziani e centri psichici. Sarebbe bello coinvolgere sempre più ragazzi.
 

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