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Municipio VII, delude l'incontro col Prefetto: "A distanza di tre mesi non è cambiato niente"

Tanta attesa per il ritorno del Prefetto in Municipio VII. Alla fine dell'appuntamento, sembrano tutti delusi. In molti ripetono che in tre mesi non è cambiato niente. Per alcuni è sbagliato anche il metodo, troppo accentratore

Centinaia di persone, hanno accolto il ritorno del Prefetto in Municipio VII. Molte, circa una cinquantina, non sono riuscite neppure ad entrare. Tanta era l'attesa, che la sala rossa del Municipio è stata quasi presa d'assalto. Movimenti, associazioni, comitati  e semplici cittadini, hanno potuto nuovamente conferire col numero uno di Palazzo Valentini. Ma al termine delle due ore d'incontro, ha prevalso lo scetticismo.

NESSUNA SOLUZIONE - "Dal secondo appuntamento con il prefetto Gabrielli, non è uscita alcuna soluzione per quegli interventi  decisivi che il territorio aspetta da tempo. Nulla e' cambiato da quando il Prefetto aveva rassicurato i cittadini del Municipio sul concreto intervento verso le occupazioni di via Flavio Stilicone, la discarica a cielo aperto di via Assisi ed i roghi tossici del campo nomadi La Barbuta. Insomma, molte chiacchiere e pochi fatti da parte della Prefettura" taglia corto la Consigliera di Fratelli d'Italia Flavia Cerquoni.

LE OCCUPAZIONI DI DON BOSCO - Su via Flavio Stilicone però, qualche passo in avanti si è teoricamente registrato. "Il Prefetto ha detto che la questione è considerata prioritaria anche dal Comune e che  ci sono altri 6 temi in agenda da risolvere prima della fine di settembre, dopodichè sarà la volta di quelle occupazioni – ci spiega Monica Lozzi, Consigliera del Movimento 5 Stelle – diciamo quindi che rispetto al passato c'è un'indicazione di massima sulla tempistica. Staremo a vedere". Nel corso dell'incontro hanno trovato spazio anche le richieste dei Movimenti per l'abitare, e di alcuni rappresentanti del Residence di Campo Farnia. "Ad Alzetta che gli chiedeva degli sgomberi, Gabrielli ha risposto che comunque saranno cercate soluzioni per impedire che le persone vengano sgomberate e poi lasciate in mezzo ad una strada".

TANTE RICHIESTE - All'appuntamento, oltre ai vari  consiglieri ed ai comitati di quartiere, era presente anche la Comunità territoriale. "Ho avuto la sensazione che fosse un incontro identico al precedente – premette Maurizio Battisti, portavoce della rete di associazioni e comitati del VII – sono stati elencati molti interventi da fare, in maniera anche confusionaria. Si è passati dal micro, rappresentato dall'apertura di un'area giochi sotto casa, fino alle macrotematiche, esposte dai movimenti per l'abitare. In sostanza, sembrava che ognuno avesse delle richieste da fare. Ed il Prefetto ha ripetuto che si era ancora nella fase di acquisizione delle informazioni"

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METODO E DECENTRAMENTO - "Comunque le richieste le avevamo anche  noi, ma ho preferito concentrarmi su altro. Per questo – spiega il portavoce della Comunità Territoriale – ho sottolineato che siamo un po' perplessi sul modello di gestione scelto. I temi elencati la volta scorsa, non sono stati risolti. I roghi a La Barbuta continuano ad esserci. Come pure i cavalli dei Casamonica sul terreno pubblico in zona Tor di Mezzavia. Quanto dura la fase di acquisizione dei dati? Infine – aggiunge il cittadino – ho espresso un'altra perplessità. Il ruolo del Prefetto, rischia di schiacciare  quello di tutti gli altri referenti istituzionali, eletti democraticamente. Si parlava di decentramento, ma si è finito per accentrare tante competenze in una singola persona". Con risultati che, nel Municipio VII, nessuno è riuscito ancora ad apprezzare.

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