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Parco Niccolò Blois: ad un anno di distanza permangono dubbi e timori tra i residenti

L’area verde, dedicata ad un bambino morto perché colpito da un ramo, rischia ancora di essere distrutta per il raddoppio dell’attigua linea ferroviaria

Il Parco Niccolò Blois, è una lunga striscia di prato che costeggia, interamente, via Lucio Mario Perpetuo, in zona Quadraro. Alle estremità del parco si trovano un’area cani ed un parco giochi. Nella parte centrale, all’altezza del sottopasso di via del Quadretto, invece, c’è un centro anziani, con relativo campo da bocce. Inoltre gazebo e tavolini di legno, accolgono giovani e studenti che, nella stagione più calda, vi trovano riparo anche per studiare.

I residenti del quadrante, sono molto legati a quest’area, che costituisce un punto di ritrovo per tre generazioni. Ed un lungo striscione, in cui campeggia la scritta “Già non abbiamo futuro, volete toglierci anche l’ossigeno? No alla chiusura del parco”, firmato da  “i ragazzi del Quadraro”, esplicita chiaramente lo stato d’animo di chi, il parco, lo frequenta.

“Niccolò Blois era un bambino morto a causa della negligenza di chi non ha saputo  tenere il parco in piena sicurezza per i bambini” ci spiega Luca (nome di fantasia) un residente trentenne, che incontriamo insieme a due suoi amici. “Noi veniamo qui sin da bambini” ci spiega uno dei tre “ e non siamo i soli. Questo è un parco frequentato da molti bambini, ma lo vogliono distruggere per ampliare la ferrovia per l’alta velocità”. Bambini, giovani e, si diceva, anche anziani, sono gli avventori di quest’area verde. “C’è anche un circolo bocciofilo ed un centro anziani, a cui un paio di anni fa è stato concesso un gabbiotto dismesso, vicino alla ferrovia. Loro in cambio sistemano il parco, puliscono il giardino, hanno risistemato davvero tutto, ed ora vogliono distruggere il parco” rimarca uno dei tre giovani che abbiamo incontrato.

“A maggio dell’anno scorso erano venute delle ruspe, anche perché a Tor Fiscale hanno già fatto degli scavi per ampliare la ferrovia. E qui avevano iniziato nell’area cani, in alto, ovvero la parte dopo il sottopassaggio di via del Quadretto. Hanno buttato giù gli alberi e praticamente da lì volevano spostarsi nel lato opposto, dove si trova l’area giochi per i bambini. Sono entrati con le ruspe di mattina, e noi stavamo qui. C’era un sacco di gente che si era mobilitata per impedire di fargli abbattere tutto. Sono stati chiamati i vigili che si sono accertati che non avevano i permessi per fare una cosa del genere e da lì si sono bloccati i lavori”.

E’ passato quasi un anno, dall’episodio descritto dai tre giovani residenti. Ma da allora, non si sono avute altre notizie. “Adesso non si sa più nulla – osserva Luca – è stato organizzato un’assemblea nella scuola Carlo Moneta, durante la quale sono intervenuti anche i rappresentanti municipali del IX e del X.  Abbiamo saputo che ad alcuni residenti sono stati offerte delle garanzie trentennali per le lesioni ai palazzi” osserva uno dei tre “ma non ha senso, perché le vibrazioni potrebbero distruggere le case in un tempo più lungo. Dopodichè sembra che vogliano alzare un muro di cinque piani, per contenere le vibrazioni stesse. Ma così facendo si toglie aria e luce ai palazzi qui di fronte” senza considerare che, a quel punto l’area verde sarebbe soltanto un ricordo, mortificando le speranze di tre generazioni di residenti.

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