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Rischia la chiusura la Locanda dei Girasoli: "Abbiamo bisogno di una nuova sede"

Nel ristorante del Quadraro lavorano dieci persone con disabilità intellettiva. Il direttore: "Siamo pieni solo il venerdì ed il sabato, non ci rientriamo con le spese"

La Locanda dei Girasoli chiude. L'allarme, lanciato sulla pagina facebook del ristorante del Quadraro, è lapidario. Il locale di via dei Sulpici 117/h, rischia di calare per sempre la saracinesca. Un peccato per i tanti clienti affezionati e per le persone che vi lavorano. 

Disabili assunti a tempo indeterminato

"Siamo sedici in tutto – racconta Ugo, il direttore della Locanda – tra questi ci sono nove persone con sindrome di down ed un ragazzo con autismo". Tutti assunti con contratto a tempo indeterminato. "Purtroppo l'attuale attività non basta più perchè siamo in tanti ed il ristorante fa il pieno solo il venerdì ed il sabato". Negli altri giorni il ristorante, 90 coperti d'inverno e quasi 130 l'estate, stenta. Secondo chi ha il compito di mandarlo avanti, il principale problema è da ravvisare nella posizione.

L'impegno finanziario

"Non siamo facilmente raggiungibili, anche con l'utilizzo del navigatore è complicato trovare la Locanda" spiega Enzo Rimicci, presidente del Consorzio Sintesi che, dal 2013, sostiene il ristorante del Quadraro. "Noi siamo subentrati cinque anni fa e da allora abbiamo investito 980mila euro. Abbiamo ristrutturato il locale, acquistato il marchio per pianare un debito di oltre 300mila euro. Ed abbiamo avviato il progetto Open che ci ha consentito di selezionare altri cinque ragazzi con sindrome di Down".

Gli elevati costi del pesonale

Gli sforzi messi in campo dal Consorzio Sintesi, impegnato tra Roma, Napoli e Palermo nell'inclusione di persone disabili, hanno consentito alla Locanda di resistere fino ad oggi. "Il problema è che abbiamo un capitale netto negativo. Il fatturato è aumentato ma anche i costi del personale sono lievitati in questi anni" sottolinea Rimicci "purtroppo siamo penalizzati dall'ubicazione e di conseguenza, con un solo turno di lavoro, non riusciamo ad andare in pareggio. Servirebbe pertanto un'altra sede".

Un modello d'integrazione apprezzato nel mondo

La situazione che si presenta oggi, è quindi molto diversa da quella che nel 2013 minacciava di far chiudere la Locanda. Oggi la realtà è cresciuta, anche sul piano del personale che è stato assunto. Ed è decisamente conosciuta anche a livello internazionale. Basta fare una rapida ricerca su internet per scoprire che la Locanda dei Girasoli è citata in numerosi siti di lingua inglese e spagnola. E' un modello d'integrazione su scala mondiale, ma fatica a restare sul mercato della ristorazione capitolina. 

La richiesta di uno spazio

La necessità d'individuare una sede più centrale, è stata già rappresentata alle istituzioni. "Ho scritto a tutti i gruppi parlamentari, alle ultime due giunte comunali ed a quella di Zingaretti – spiega il presidente del Consorzio Sintesi – non chiediamo che ci regalino un locale, anche perchè non è nella nostra filosofia. E non possiamo spostarci neppure in centro, perchè non abbiamo la licenza adatta. Questi problemi li abbiamo già descritti alle istituzioni. Tuttavia ci sembra incredibile che, in una città come Roma, non vi sia uno spazio adatto alle nostre esigenze. Una soluzione potrebbe essere quella di mettere a bando anche i locali sequestrati alle mafie. Se corrispondono alle nostre esigenze – valuta il presidente del Consorzio che tiene in vita il ristorante - noi possiamo decidere di parteciparvi". Nel frattempo bisogna puntare sul supporto dei cittadini. Il ristorante durante la settimana è aperto. La sopravvivenza della Locanda dei Girasoli, almeno finchè non intervengono le istituzioni, dipende dalla quantità di clienti che andranno a visitarlo. Possibilmente dal lunedì al giovedì.

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