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Roghi di cassonetti, Lozzi lancia l'allarme: "Nel Municipio VII bruciati 270 in un anno"

Ad Osteria del Curato dati alle fiamme altri cassonetti. Presidente Lozzi: "Situazione grave, nel nostro territorio questi episodi sono troppo frequenti"

I cassonetti bruciati in via Primo Conti, zona Osteria del Curato

L'ultimo episodio è avvenuto nella giornata di domenica 24 febbraio. Questa volta a farne le spese sono stati dei cassonetti in via Primo Conti, ad Osteria del Curato. A pochi giorni dall'individuazione del piromane del Tuscolano, le postazioni per la raccolta dei rifiuti tornano ad essere prese di mira.

Gli incendi dei cassonetti

"Tra il 2018 ed i primi mesi del 2019 abbiamo contato 270 episodi analoghi nel nostro territorio – avverte  la minisindaca Monica Lozzi  – significa che, nel solo Municipio VII, si concentrano il 50% degli episodi registrati in tutta la Capitale. Direi che il problema è serio e non va sottovalutato".

La diffusione del fenomeno

Il quadrante amministrato dalla presidente pentastellata è il più popoloso della città. Lecito quindi aspettarsi, sul piano statistico, più incendi che in altri municipi. Desta però impressione il atsso d'incidenza che è stato segnalato. "Ci sono quartieri che sono aree più esposte, come il Tuscolano e Cinecittà Est. Lì si concentrano la maggior parte dei roghi. Io non ho una soluzione in tasca – ammette la minisindaca – e credo che puntare sul sistema di videosorveglianza, stante la vastita del territorio interessato, potrebbe non essere una soluzione sufficiente. Però segnalo che abbiamo un problema importante".

I costi per la collettività

Gli incendi, diffusi a macchia di leopardo, lasciano sul territorio segni che durano a lungo. Ed anche questo rappresenta una criticità cui metter mano. Poi c'è il capitolo dei costi, derivanti dalla sostituzione dei contenitori dati alle fiamme. "Un cassonetto costa circa 750 euro, soldi che poi si devono sommare alla bonifica dei rifiuti speciali che restano in strada  – spiega Lozzi – sono interventi extra Tari che Ama svolge e che quindi hanno un costo aggiuntivo per la collettività. Per non parlare dei danni che auto, moto e talvolta vetrine dei negozi subiscono". 

Le conseguenze sulla gestione dei rifiuti

C'è poi il tema della scarsa tempestività con cui si procedere alla sostituzione, cosa che ha ricadute anche sul sistema di raccolta dei rifiuti. I sacchetti finiscono per essere lasciati nella postazione dove i residenti erano abituati a gettarli. E quindi rimangono a lungo sui marciapiedi. Il risultato è che la gestione dei rifiuti, già oggetto di contestazioni da parte del Municipio VII, peggiora ulteriormente.

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La lenta rimozione dei cassonetti bruciati

L'incendio di cassonetti quindi genera conseguenze che sono pesanti sotto molti punti di vista. Ha effetti sulla gestione dei rifiuti, sulla sicurezza ma anche sul decoro perchè il ritorno alla normalità raramente è tempestivo. "Ci è capitato di aspettare anche un mese e mezzo prima di veder rimuovere i resti carbonizzati dalle strade – conferma Lozzi – e questo accade perchè Ama, quando riceve la segnalazione, non sempre ha in essere un appalto per la bonifica dai rifiuti speciali". Tante ragioni che spingono a considerare, con attenzione, un fenomeno tutt'altro che circoscritto. Ma che nel Municipio VII sembra divenuto particolarmente impattante.

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