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Rastrellamento del Quadraro: settantaquattro anni dopo, i sopravvissuti diventano Commendatori

In Campidoglio la consegna delle onorificenze

Celebrato il settantaquattrasimo anniversario del rastrellamento del Quadraro. Con una cerimonia istituzionale, la Sindaca ha consegnato ai sette sopravvissuti del "nido di vespe", l'onorifecenza recentente concessa dal presidente Sergio Mattarella

I nuovi commendatori

Renato Corsi, Sergio Frezza, Giovanni Mola, Oreste Prosperi, Giuseppe Schiavoni, Umbero Spadoni, e Guido di Roma (recentemente scomparso) sono stati ufficialmente insigniti del titolo di Commendatori al Merito della Repubblica Italiana. La cerimonia, aperta dall'inno di Mameli e svoltasi alla presenza di studenti ed istituzioni cittadine e regionali, ha permesso di ricostruire anche una delle pagine più dure che la Capitale abbia vissuto. 

Il valore della Memoria

"E' una vicenda storica trascurata" quella del rastrellamento del Quadraro, ma il cui valore è "estremamente importante per la comprensione del nostro futuro. La Memoria " ha ricordato lo storico Pierluigi Amen " va trasmessa per evitare di commettere gli stessi errori". Una considerazione che è stata praticamente ribadita da tutti i presenti. "La Memoria è una storia dolorsa da coltivare" ha ricordato il consigliere regionale Paolo Ciani, delegato dal presidente Zingaretti a partecipare all'appuntamento. 

Il buon esempio

Dal momento che il Quadraro è geograficamente compreso tra i municipi VII e V, alla cerimonia hanno preso parte anche i relativi minisindaci. "Questo evento prende il via da una mozione che era stata approvata durante la precedente consiliatura - ha ricordato Monica Lozzi - perchè fortunatamente su questi temi non c'è divisione". La minisindaca ha poi ricordato, come del resto ha fatto anche il presidente Boccuzzi, quanto sia importante ricordare quei giorni bui . "Assistiamo ad un ritorno di atteggiamenti razzisti e fascisti che sono spesso perpetrati dai più giovani. Commettono queste azioni pensando di sapere ed invece hanno una visione della storia disorta, raccontata da chissà chi, ma certamente non da quanti l'hanno vissuta". Per contrastare questi fenomeni è però necessario, com'è stato sottolineato, anche "dare il buon esempio, a partire dalle cariche istituzionali".

Scintille d'odio da non sottovalutare

Episodi di matrice neofascista sono indirettemente stati richiamati anche dalla Sindaca. Virigina Raggi li definisce "Scintille d'odio e d'intolleranza" che "non bisogna commettere l'errore di sottovalutare. L'indifferenza e la tolleranza di detaerminate manifestazioni poco democratiche può infatti portare a crimini orribili. Lo sappiamo perchè lo abbiamo letto nei libri di storia - ha fatto notare agli studenti del Liceo Teresa Gullace presenti in aula - ma anche perchè ci sono persone che quelle violenze le hanno subite e sono per fortuna qui con noi a testimoniare". Motivo per cui bisogna investire sulla Memoria e su quanti, come Sisto Quaranta, si sono prodigati per far conoscere quelle pagine buie. In cui però brillarono personalità straordinarie, come Don Gioacchino Rey. Il parroco di Santa Maria del Buon Consiglio a cui la Sindaca "ha reso omaggio", si è prodigato nei giorni successivi al rastrellamento a sostegno delle vittime. A lui, come al "Nido di Vespe" che oggi ricorda quella drammatica giornata, è stato riconosciuta la medaglia d'oro al Merito Civile.

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