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Quadraro: la storia del cassonetto dimenticato da AMA

Un cassonetto, rotto e malandato, impossibile da aprire causa l’abbandono di rifiuti tutti attorno. Il blogger Quadraro.it scrive ad AMA e Municipio, per ora invano

Abbiamo scoperto la ragione dello spargimento di rifiuti in piazza del Quadraretto. La scoperta, a dire il vero, è del blogger Angelo Tantaro, di Quadraro.it. E non si tratta nemmeno di una “scoperta recente”, dal momento che sono state già inviate, per ora invano, le dovute segnalazioni.

IL CASSONETTO ROTTO - Apprendiamo quindi che in via dei Furi, angolo piazza del Quadraretto, c’è un cassonetto nel quale i residenti tentano di “gettare l’immondizia ma trovano il pedale rotto. In aggiunta, il manico dello sportello è sudicio ed ammaccato, è questo  ne impedisce l’apertura se non forzandolo. A questo punto, si getta la spazzatura intorno e così rimane lì in bella mostra tutto il giorno”.

LE SEGNALAZIONI AD AMA - “Non sappiamo se gli operatori ecologici quando vanno a raccogliere i sacchetti abbiamo mai segnalato che il secchione rimane vuoto e loro devono fare questo lavoro di raccogliere sacchetto per sacchetto e tutto ciò che è stato sparpagliato per decine di metri – valuta il blogger -  di certo la segnalazione l’hanno fatta i cittadini tramite numero verde Ama ricevendo un bel numero di pratica con l’avvertenza che se entro 15 giorni non viene eseguita la sostituzione, bisogna fare reclamo. A quel punto ti danno un altro numero con la raccomandazione che se la segnalazione non avesse effetto bisogna richiamare che ti danno un altro bel numero”. Una catena di Sant’Antonio insomma.

CINQUE MESI DI ATTESA - Ma non è finita. “A distanza di decine di giorni si tenta la fortuna, si riscrive ma il responsabile testardo legge e non risponde nemmeno per cortesia. A questo punto  - prosegue Angelo Tantaro - si scrive alla Susi Fantino, il presidente del VII Municipio che ha anche la delega dell’Ama, e ci dicono dalla sua segreteria che hanno ricevuto la mail ma, passano giorni e nessuna risposta”. Ed intanto il secchione resta lì. Attorniato dalle tante buste di plastica, che ogni giorno gli fanno compagnia. Da cinque mesi.

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