La lotta delle educatrici:sostenere i nidi come servizi pubblici di qualità

Oggi si è svolta la manifestazione delle educatrici indetta dalla sigla sindacale USB. Le insegnati hanno indossato una fascia nera al braccio per dimostrare come il servizio educativo pubblico stia lentamente morendo

Eleonora Muzi 1 settembre 2011
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Davanti all’entrata dell’asilo comunale situato in Via Fabrizio Luscino, genitori con  carrozzine e bambini si fermano a parlare con le insegnanti che forse, alla riapertura dell’anno educativo, potrebbero essere assegnate ai loro bambini all’interno del nido.

- GLI SLOGAN - “I bambini vogliono rispetto!” “No ai nidi pollaio, si ai servizi educativi pubblici” Questi sono gli slogan delle educatrici del X Municipio che oggi hanno manifestato davanti all’asilo per sostenere gli asili comunali e soprattutto per cercare di salvare il proprio posto di lavoro.

In occasione di una riunione organizzata con i genitori le insegnanti cercheranno di spiegare cosa e come cambierà il servizio dei nidi, spiegando la situazione che genitori, maestre e bambini si troveranno ad affrontare alla riapertura del nido, in seguito alle norme approvate dalla regione Lazio.

- LA NORMA- La diminuzione del personale, prevista dalla norma, determinerà una qualità del servizio peggiore, una minore attenzione ai i bambini che in questo modo saranno meno seguiti.  A ciò si aggiunge la diminuzione degli spazi messi a disposizione ed il sovraffollamento  di questi creeranno meno opportunità di relazione e di apprendimento dei bambini.  

-LE VOCI - Tutte le attività fatte con i bambini fino all’anno scorso quest’anno non potranno più essere svolte .

Il nostro ruolo si limiterà stare solo attenti che i bambini non si facciano male –continua l'educatrice- con quest’ultimo attacco i nidi, che negli anni sono diventati un servizio educativo, torneranno ad essere un servizio meramente assistenziale.

Conclude poi l'educatrice:  come precarie difendiamo il posto di lavoro che dopo 10 anni di ci viene tolto e difendiamo allo stesso tempo la incolumità dei bambini.

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Questi sono i motivi per cui le insegnanti hanno manifestato oggi con la fascia nera al braccio in segno del lutto dei servizi educativi pubblici, per sostenere la lotta in difesa dei nidi e delle scuole dell’infanzia come servizi pubblici di qualità.

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1 Commenti

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  • Avatar di Vera Rosati

    Vera Rosati Quindi questo significa che stiamo andando verso la privatizzazione anche degli asili? Quindi aumenterà la domanda negli asili nido privati? Beh, questa forse è una buona notizia ed ovviamente ad esserne penalizzati sono sempre le fasce più deboli.

    l' 1 settembre del 2011