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Fantino: "Stanno immolando Roma sull'altare di Renzi"

La Presidente del Municipio più popoloso della Capitale, denuncia la scarsa autonomia degli amministratori locali e punta l'indice verso la deriva accentratrice del premier. "Poi se il centrosinistra perde la città sia chiaro che è lui il responsabile"

Lo strappo con l'esperienza #perRoma, la mancanza di dirigenti responsabili e la cappa di un governo troppo accentratore. "A nessuno interessa più di questa città" continua a ripetere la Presidente del Municipio VII Susi Fantino, commentando il clima pre-elottorale che si sta respirando nella Capitale.

Presidente, lei ed il suo collega Andrea Catarci, rompendo con l'esperimento del Brancaccio, avevate denunciato una deriva autocratica. E' passato un mese da allora, si sono visti dei cambiamenti?

No, evidentemente è rimasta invariata la modalità con cui si sta affrontando questa fase politica. Oggi leggevo le dichiarazioni di Patrizia Prestipino, che lancia l'idea di fare le primarie  municipali. E poi leggo anche dell'ipotesi di farle dopo quelle per il candidato Sindaco. A prescindere dal fatto che noi siamo usciti dalla coalizione, mi sembra comunque che compiere una scelta del genere, ti porti a pensare male. Cioè ti vien da pensare che si vogliano condizionare le primarie dei municipi.

Quindi continua a vedere una scarsa autonomia di scelta, da parte degli Enti locali?

Roma e chi la governa hanno diritto ad avere le risorse per farlo. Invece io ho notato che in ogni occasione, ogni qualvolta si è presentata una difficoltà, il governo Renzi ne ha approfittato per affossare la città ancora di più. Tra l'altro non si è data la possibilità a questi giovani amministratori, a mio avviso bravi, di lavorare. Risorse sane e genuine che vengono sacrificate. 

Quindi non ha più senso pensare ad una ricucitura, tanto i giochi sono fatti?

Io ed il Presidente Catarci abbiamo detto in tutti i modi per quale motivo abbiamo abbandonato il Brancaccio. Noi non abbiamo mai cambiato idea, sono stati gli altri a farlo. Insieme si stava provando a ragionare della città prima ancora che delle persone che l'avrebbero dovuta governare. Ci stavamo confrontando sui problemi della Capitale e sulle possibile risposte. E poi è arrivato Renzi che ha calato dall'alto la candidatura di Giacchetti.

Candidatura che è stata subito sostenuta da Zingaretti. Vi è franata la terra sotto i piedi?

Qui mancano dei dirigenti in grado di assumersi la responsabilità per il futuro di questa città. Mi viene in mente quel film di Nanni Moretti in cui si diceva "Mi si nota di più se vengo o se non vengo?"In città c'era la possibilità di candidare Tocci, e sarebbe stato un buon candidato ma non ha voluto esser della partita. Zingaretti, dato per certo nella precedente tornata, ha preferito ritirarsi e puntare alla Regione. Adesso sempre Zingaretti, che doveva darci una mano con i Municipi, ha rinnegato tutto, sostenendo Giacchetti. Ultimamente forse anche Morassut...Comunque sia chiaro una cosa, così si fa il gioco del centrodestra e dei grillini. In poche parole stanno immolando la Capitale sull'altare di Renzi.

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