Don Bosco, Presa Diretta ripercorre il dramma dei rifiuti nel Mun X

La nota trasmissione del palinsesto Rai, diretta da Riccardo Iacona, ha dedicato una puntata al tema dei rifiuti, passando anche per le vie ed i problemi del quartiere Don Bosco. Medici: "Basta a ragionare soltanto in termini economici"

di Marco Guercini 23/01/2012
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degrado, inefficienza e rifiuti sono tre parole che i residenti del quartiere Don Bosco, e non solo, conoscono ormai molto bene. Parole che sono state ripetute, condannate, a volte anche edulcorate, talmente tante volte da dare vita ad una specie di stallo, dove a pagarne le vere conseguenze sono purtroppo i cittadini. Questa dinamica riguarda non solo il Municipio X ma, in una delle zone più demograficamente dense del mondo come Don Bosco, questo rischia di trasformarsi da stallo in inferno.

Presa Diretta, la trasmissione di Rai3 condotta da Riccardo Iacona, ha trasmesso ieri sera una puntata incentrata proprio su queste difficoltà, evidenziando come un problema possa anche trasformarsi in un vantaggio. Come, ad esempio, accade a San Francisco. Una città dela California dove i rifiuti non solo vengono differenziati al 78%, ma sono addirittura diventati una risorsa.

Nel servizio di ieri, il giornalista Alessandro Macina è andato ad indagare le cause di questo tracollo della differenziata. "Noi non siamo contro la differenziata, qui c'è una discarica a cielo aperto. Per questo sono stati riposizionati i cassonetti dell'indifferenziata" ha affermato Amleto Lanna, presidente dell'Associazione Vie e Piazze Storiche di Cinecittà, ai microfoni di Macina.

Anche Sandro Medici, presidente del Municipio X, ha commentato: "Sono tornati i vecchi cassonetti della raccolta differenziata. Sono tanti, circa 120. Ma il fatto che siano tornati, questi cassonetti dell'indifferenziata è una testimonianza di un semifallimento - ammette anche il presidente Medici - I rifiuti che vanno nei cassonetti dell'indifferenziata, infatti, vanno in discarica e sappiamo tutti qual è la condizione delle discariche".

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Ma questo 'semifallimento' sarebbe stato evitato, sempre secondo Medici, se si fosse intrapresa sin dall'inizio una strada diversa: "Nel progetto originario, quello almeno che vedemmo noi, era un progetto di raccolta differenziata porta a porta. L'Ama - che ha invece proposto un piano differente, quello del misto duale - ci ha detto che per motivi economici era stato inserito il sistema del misto duale. L'ama ha detto che con il misto duale si spende meno, però c'è una resa sicuramente inferiore rispetto al porta a porta. Però se si continua a ragionare soltanto in termini economici noi il problema dei rifiuti, a Roma, non lo risolveremo cosi".

Riguardo alla gestione 'redditizia' dei rifiuti che è stata adottata negli altri paesi, come appunto nella California, Medici ha infine commentato: "Possibile che tutto il mondo utilizza i rifiuti come affare, il riciclaggio sta diventando uno dei modelli di sviluppo più interessanti e più innovativi, e poi quando lo dobbiamo fare noi quando lo deve fare il pubblico, ci stanno mille problemi. Questo è veramente insopportabile".

In sostanza questa puntata ha raccolto molti consensi, in quanto ha evidenziato un problema della Capitale che coinvolge molti dei suoi cittadini. E' un dovere giornalistico, però, evidenziare delle inesattezze che chi, come Roma Today ed il blog Fortezza Bastiani segue la vicenda costantemente, non ha potuto non notare. Nel servizio, infatti, la struttura dei palazzi anni '50 che si trovano nel quartiere Don Bosco viene presentata come compatibile con il sistema di differenziata porta a porta, per via dei grandi atri posti al piano terra. Ciò non è esatto perché, proprio per la struttura di questi palazzoni, sarebbe improponibile, per chi ad esempio abita al piano terra, ritrovarsi i bidoncini dei centinaia di condomini che popolano ogni singola palazzina praticamente dentro casa.

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Sono inoltre contestabili un altro paio di dati, espressi dal presidente Sandro Medici nel corso del suo intervento: i 'vecchi' cassonetti dell'indifferenziata posizionati sarebbero infatti 70, e no 120; la decisione di applicare un sistema di differenziata non adatto ad un quartiere popolato come il Don Bosco, infine, non sarebbe stata solo frutto di una decisione dell'Ama, ma anche di Medici stesso, come dimostrabile dalla presenza della sua firma posta sui rispettivi documenti ufficiali.

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Avatar anonimo di lillo

R: Don Bosco, Presa Diretta ripercorre il dramma dei rifiuti nel Mun X

lillo:

ma ancora credete a sti buffoni!!!ama e un carrozzone che serve per assumere gente amica del politico di turno (aledanno in qst caso) del resto non gli frega niente a nessuno

martedì, 24 gennaio segnala
Avatar di Viaflavio Stilicone

R: Don Bosco, Presa Diretta ripercorre il dramma dei rifiuti nel Mun X

Viaflavio Stilicone:

Grazie a Marco Guercini per le sue finali oneste precisazioni, grazie a Roma Today, Fortezza Bastiani ed a tutti i nostri concittadini che ci sostengono quotidianamente da più di un anno contro questa scellerata differenziata del tipo duale che ci ha portato il degrado sotto le nostre abitazioni.
Noi del Centro Storico di Cinecittà siamo sempre stati favorevoli alla differenziata ma non in questo modo e per lo più sperimentale, sebbene sarebbe dovuta partiere da Zone di questo Municipio più circoscritte " Statuario, Capannelle, Quarto Miglio" come previsto

E' ora che fate passi concreti cari amministratori e non le solite chiacchiere !

Noi Cittadini del Tuscolano/Don Bosco siamo stanchi e cerchiamo soluzioni condivisibili e non più calate dall'alto in via sperimentale ........... l'importante è fare la differenziata, come dice drogo di Fortezza Bastiani, trovando quella più congeniale a un territorio così densamente popolato.

Le soluzioni ci sono e congiuntamente le possiamo trovare per sconfiggere sia il degrado da sotto le nostre abitazioni che assicurando un migliore futuro per le nuove generazioni !

Riassumendo il tutto :

Il paradosso è che, per quelle che sono le nostre informazioni, questo tipo di differenziata chiamata misto duale non è mai stata approvata in consiglio comunale.
E anche negli stessi depliant che ci sono stati distribuiti all'inizio di questa esperienza si fa sempre riferimento al Regolamento per la gestione dei rifiuti del Comune di Roma (Deliberazione Consiglio Comunale n. 105 del 2005). E' appellandosi a quel regolamento che la giunta comunale nella seduta del 9 settembre 2009 approva la seguente deliberazione n. 274 Programma di interventi per il potenziamento della raccolta differenziata dove è scritto esplicitamente:

"...Che con deliberazioni della Giunta Comunale n. 60/2006 e n. 62/2007 sono state stabilite le risorse economiche per la trasformazione della raccolta dalla modalità stradale alla modalità porta a porta integrata nei quartieri di Trastevere, Testaccio, San Saba, Aventino (Municipio I), Villaggio Olimpico (Municipio II), Colli Aniene (Municipio V), Cinecittà Est (Municipio x)"

Nella stessa seduta del 2009 si approva anche il Programma per lo sviluppo della Raccolta differenziata, essenzialmente le linee guida a cui attenersi. E all'interno di questo piano si specifica che:

"Nel X° Municipio la priorità per il biennio 2010-2011 è rappresentata dalle aree di Quarto Miglio, Statuario e Cinecittà Est "

Chi e quando abbia deciso il cambio di zona da dove era stabilito a noi al Don Bosco, e anche con quale autorità, è un mistero che non siamo riusciti mai a risolvere …….. ma ci riusciremo a saperlo, bocciando di sicuro alle prossime elezioni chi ci ha fatto questo scherzo da prete, sia esso di sinistra che di destra.

contatto facebook : Viaflavio Stilicone
viaflavio@yahoo.it

lunedì, 23 gennaio segnala
Avatar anonimo di Mauro

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Mauro:

La raccolta differenziata porta a porta è l'unica soluzione, anche per Don Bosco o qualunque altro quartiere. Per ogni condominio si farebbe per scala, ma ci vorrebbe una forza lavoro ingente da parte di AMA. Questo è forse l'unico problema. Per il resto è una scelta di civiltà. Al di là di errori o dichiarazioni passate (io ricordo una lettera in cui si annunciava il porta a porta o sbaglio?), mi sembra che Sandro Medici dica quel che è giusto dire.  

lunedì, 23 gennaio segnala 6 risposte chiudi
Avatar di Fortezza Bastiani

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Fortezza Bastiani:

Se la matematica non è un'opinione il porta a porta è impossibile nei nostri palazzi. Basta calcolare il "volume" dei rifiuti (di tutti i rifiuti) prodotti giornalmente da un palazzo di dieci piani per rendersene conto. Anche l'ipotesi di farla per scala non ha molto senso perché se non c'è spazio nei cortili sicuramente ce ne sarà infinitamente meno negli androni.
Forse volevi dire sui pianerottoli. Cioè con gli addetti che ogni giorno entrano nei palazzi (con chiave propria?) e fanno su e e giù con gli ascensori per ripulire piano dopo piano. Sarebbe un lavoraccio e in un turno di lavoro riuscirebbero a fare sì e no 5-6 scale. Da noi ci sono 23.000 utenze, quindi ci vorrebbe un esercito di addetti e una flotta di camioncini. Soltanto pensando al traffico che genererebbero coi camioncini fermi in attesa degli addetti nei palazzi ci si rende conto dell'assurdità. Per non pensare al costo abnorme in mezzi e uomini che finirebbe tutto sulla Ta.Ri., cioè su di noi cittadini.
E comunque quello che conta è "fare la differenziata", non il porta a porta che è solo una delle tante modalità esistenti. Si tratta solo di trovare quella più congeniale a un territorio così densamente popolato com'è il nostro. E le soluzioni ci sono, basta pensarci.

lunedì, 23 gennaio segnala
Avatar anonimo di mauro bigonzetti

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mauro bigonzetti:

Mauro buonasera, secondo me non sei di Don Bosco ;-)comunque sia, voglio che tu sappia, che : questo tipo anomalo di differenziata doveva partire allo statuario,Capannelle, Quarto Milgio e Cinecittà Est dove forse lì avrebbe atticchito bene ;-)
Mentre invece è stata sperimentata guarda un pò nel Centro Storico di Cinecittà con certezza e numeri alla mano di un chiaro fallimento.

E' un anno che chiediamo al Decimo Municipio di farci sapere chi è stato a modificare questa struggente differenziata duale dalle parti nostra che non stava scritto da nessuna parte.
A prescindere la favorevolità del Presidente Medici a questo tipo di differenziata nel nostro Municipio.

Riguardo a quello che dici ti capisco, eri sicurmante una pippa in matematica e quindi non ci sei arrivato a farti due conti con il porta a porta in palazzi dove la media delle famiglie è di centotrenta nuclei famigliari.

Buonaserata

lunedì, 23 gennaio segnala 3 risposte chiudi
Avatar anonimo di Mauro

R: R: R: Don Bosco, Presa Diretta ripercorre il dramma dei rifiuti nel Mun X

Mauro:

Io so che il porta a porta lo fanno a colli aniene, palazzoni su palazzoni, perchè non può andar bene a don bosco?Forse non lo conosco bene, in effetti non ci vivo, ma se per ogni scala ci sono, poniamo, 20 famiglie, non troviamo spazio per 20 bidoncini davanti al portone? 20 bidoncini sono più o meno 1 suv in meno per strada. Liberalizziamo il settore della raccolta, stop al monopolio di AMA e vedi quanta occupazione si crea...

martedì, 24 gennaio segnala 2 risposte chiudi
Avatar anonimo di armando zecca

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armando zecca:

Mauro ......... hanno ragione !
In matematica eri proprio meno de 0

hahahahahaahhaa

martedì, 24 gennaio segnala
Avatar di Fortezza Bastiani

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Fortezza Bastiani:

Secondo la tua logica, per 20 famiglie non basterebbero 20 bidoncini individuali, ma ce ne vorrebbero 80, perché se fai la differenziata ne devi avere almeno 4 a testa (carta, multimateriale, umido, non differenziabile). Metterli davanti al portone ha ancora meno senso perché equivale a metterli per strada, dove sono già ora i cassonetti.

E sempre per fare le pulci al tuo ragionamento, nel nostro quartiere non esiste nemmeno un condominio o scala con "solo" 20 famiglie. Hanno tutti una media di 30-40 famiglie a scala, con condomini che si aggirano intorno alle 100 famiglie e più. Un condominio di quel genere dovrebbe avere quindi 400 bidoncini, un assurdo.

Anche l'ipotesi dei bidoni condominiali più grandi, che non sono altro che i normali cassonetti, è improponibile perché nei cortili non ci sarebbe più la possibilità per i camion di agganciarli e svuotarli. E a mano è impensabile spostarli ogni volta.

Per chiudere, ti contesto anche l'esempio che porti di Colli Aniene (dove comunque non tutto va così bene, come si vuole far credere), che ha appartamenti di media più grandi di quelli nostri, a pianoterra ci sono solo magazzini e negozi (o addirittura spazio libero) e soprattutto una densità nemmeno lontamente paragonabile alla nostra, che è di 53.000 abitanti in 1,3 chilometri quadri. Questa è matematica, non chiacchiere.

martedì, 24 gennaio segnala
Avatar anonimo di Bruno (Tuscolano)

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Bruno (Tuscolano):

Sandro Medici dice delle gran cazzate per scaricarsi dalla responsabilità di averci ridotto a un letamaio. Altro che storie!

lunedì, 23 gennaio segnala
Avatar di Fortezza Bastiani

R: Don Bosco, Presa Diretta ripercorre il dramma dei rifiuti nel Mun X

Fortezza Bastiani:

Un ringraziamento a Guercini per le precisazioni aggiunte in coda al post. Erano necessarie perché altrimenti si sarebbe ingenerata ulteriore confusione in una vicenda già intricata di suo.
E proprio per eliminare le zone d'ombra che ancora rimangono, aggiungiamo che il porta a porta di cui parla nel video il minisindaco Sandro Medici era stato previsto nelle zone di Statuario, Capannelle, Quarto Miglio e Cinecittà Est, ma mai nei documenti ufficiali si è pensato al Don Bosco (probabilmente proprio per la sua particolare e altissima densità abitativa che non lo rende adatto a quel sistema).
Ma che in questa sciagurata scelta sia coinvolto anche lui oltre all'AMA lo dimostra quel documento pubblico che è la lettera arrivata a tutti noi cittadini che oltre alla firma dell'assessore all'ambiente del comune e del presidente della municipalizzata porta anche la sua.

lunedì, 23 gennaio segnala