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Ancora buio sull'omicidio di Edoardo Sforna, i genitori: "Uno scambio di persona"

Amici e parenti pensano a un errore del killer che avrebbe sbagliato persona. Al momento gli investigatori non sembrano avallare l'ipotesi. Il Prefetto: "Esclusa la criminalità organizzata"

Ginevra Nozzoli 25 agosto 2011

Forse non volevano prendere lui. Inutile pensare alla criminalità organizzata. Più quotato il movente passionale. Si continua a rimbalzare da un'ipotesi all'altra e a vagare per lo più alla cieca. Poche le luci e molte le ombre che avvolgono l'omicidio di Eduardo Sforna, 18 anni incesurato, ucciso due giorni fa davanti alla pizzeria dove lavorava a Morena. Chi e perchè ha stroncato la vita di un ragazzo che, a quanto pare, non aveva niente a che fare con ambienti criminali è ancora un mistero. Un identikit fornito da un testimone che vuole l'assassino biondo, basso e sulla ventina e qualche congettura basata sui racconti di chi lo conosceva, amici e parenti, e lo descriveva come un ragazzo "pronto ad aiutare tutti". Su questi elementi si stanno muovendo al momento gli investigatori e una cosa pare certa: Dodo, così lo chiamavano gli amici, sembra proprio l'ultimo candidato destinato a prendersi un proiettile nel torace.

UNA LITE? - "Non è sicuramente un omicidio da addebitare alle criminalità organizzata". Lo ha detto con sicurezza il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, intervenendo a One-o-Five Live, il canale in diretta della Radio Vaticana. "Tenuto conto delle modalità di esecuzione e della giovane età del ragazzo - ha ipotizzato Pecoraro - non ci sono motivi per pensare che sia un agguato legato alla mafia". Più sensata invece per il Prefetto la pista del "diverbio tra ragazzi, magari una lite legata a questioni passionali".

UNO SCAMBIO? - Errare è umano, anche per un killer che potrebbe aver sbagliato il suo obiettivo. E' l'unica spiegazione plausibile per amici e parenti del giovane Edoardo che forse, quella sera, è stato scambiato per qualcun altro, anche se al momento la pista non sembra convincere granchè gli investigatori. I genitori invece, Antonio e Marina, nominata nelle ultime parole del giovane, la ritengono la risposta più probabile a un interrogativo che potrebbe non dargli pace: chi ha ucciso il loro unico figlio? "Probabilmente è stato uno sbaglio, uno scambio di persona. Non è possibile che volessero ammazzare Edoardo: era sempre amichevole e pronto a dare una mano a tutti, lo conoscevano tutti a Morena". A parlare è Simone l'amico con cui usciva quasi tutte le sere, con cui si confidava e che forse se Dodo nascondeva qualcosa avrebbe potuto saperlo. "Edoardo non mi ha mai detto di aver litigato con qualcuno o di aver incontrato qualcuno che l'aveva minacciato, era tranquillo - ha continuato Simone - al massimo mi diceva che doveva sgridare qualcuno che faceva i tuffi nella piscina dove lavorava". L'amico non crede alla pista del movente sentimentale che giudica improbabile visto anche che "Elisa, la ragazza, non frequentava brutta gente ed era una tipa normale".  

UNA RAPINA? - A escludere che al posto di Dodo dovesse esserci qualcun altro è un ex professore del ragazzo che lo ha seguito nel biennio delle superiori e che, piuttosto, avalla l'ipotesi di una rapina che non doveva finire nel sangue. "Forse Edoardo ha provato a fermare il rapinatore che gli ha poi sparato". Anche se, a destare dubbi nell'insegnante è la buona fama del quartiere. "L'unica rapina che ho sentito in questi anni da quelle parti - sottolinea - era stata fatta ad un negozio di occhiali di un mio ex alunno proprio nello stesso centro commerciale dove è avvenuta la tragedia".

Insomma, sul piano delle indagini niente di ufficiale. Tra chi gli era vicino invece circolano le più disparate opinioni sull'accaduto. Una cosa sembra al momento mettere tutti d'accordo.  "Era un bravo ragazzo, aveva sempre il sorriso sulle labbra, era amico di tutti". A ribadirlo le parole dell'insegnante di religione di Edoardo che per ricordarlo ha proposto "all'istituto Radice (scuola del ragazzo, ndr) di piantare un albero, che sia anche il simbolo della lotta per la legalità".

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