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Emergenza rifiuti, la presidente Lozzi (M5s): "Il Comune e Ama non hanno fatto niente"

La Minisindaca del municipio più popoloso della Capitale, analizza la gestione dei rifiuti in città e non nasconde le critiche: "Noi segnaliamo e non veniamo ascoltati. La Sindaca? Per me serve un assessore ai rifiuti"

Il finto "porta a porta nei negozi", le continue dimissioni del CDA di AMA, l'immondizia che invade strade e marciapiedi. Roma fatica ad affrancarsi dal suo status di "città lercia". Il fenomeno è complesso e si presta a molteplici analisi. Ma è impossibile celarlo dietro una foglia di fico. Anche perchè ci sono territori che vanno periodicamente in sofferenza. Ed amministratori locali che lanciano accuse e offrono soluzioni. Come fa Monica Lozzi, la presidente del VII Municipio, il più popoloso della Capitale. Soluzioni però raramente prese in considerazione dall'amministrazione centrale, dello stesso colore politico.

Nel suo territorio le strade vengono ciclicamente invase dai rifiuti. Le segnalazioni dei residenti, al riguardo, non sono mai mancate. Quali sono i quadranti più bersagliati da questo problema e cosa c'è, esattamente, che non va?

I quartieri più colpiti sono Cinecittà Est, Quadraro, Don Bosco, ma anche via Petrocelli e la zona di Tor Vergata. Fuori dal raccordo il problema è dettato dalla migrazione dei rifiuti, che arrivano dai comuni castellani che fanno il porta a porta. Invece all'interno del GRA, le zone maggiormente critiche sono anche quelle più popolose, al cui interno ci sono molte attività commerciali. Lì gli esercenti, non vedendosi ritirare i rifiuti non domestici, hanno spesso finito per utilizzare i cassonetti stradali. Un fenomeno che ha certamente inciso sulla presenza di spazzatura in quartieri come Don Bosco e Quadraro.

A proposito di rifiuti non domestici, il servizio de Le Iene ha mostrato al grande pubblico una realtà che in molti conoscevano. Anche nel tuo municipio ci sono state segnalazioni. Lei si era accorta di questo "disservizio" nella raccolta dei rifiuti non domestici?

Certo e lo stavamo segnalando da tempo nei tavoli in cui erano presenti anche Ama e l'assessorato capitolino competente.

E quindi la Sindaca doveva esserne informata. D'altra parte c'erano state tante commissioni in passato che hanno affrontato questo tema. A cosa si deve, secondo lei, l'immobilismo del Campidoglio?

Non lo so, sicuramente l'interlocuzione con Ama non è affatto semplice. Anche noi lo abbiamo sperimentato. Come Municipio avevamo ricevuto segnalazioni dai cittadini sul fatto che c'erano operatori, incaricati di raccogliere rifiuti non domestici, che passavano il badge sui codici a barre senza prelevarli dai cassonetti. Quando lo abbiamo  segnalato ai responsabili di Ama ci è stato risposto che i rifiuti non raccolti erano solo quelli differenziati male dagli esercenti. 

Quindi il Campidoglio era informato ed Ama pure. Ma la Sindaca, dopo le dimissioni di Montanari, ha deciso di tenere la delega sui rifiuti. Lei è stata d'accordo con questa scelta?

Sinceramente avrei preferito che ci fosse un assessore incaricato. La Sindaca ha troppi impegni istituzionali, di rappresentanza, che la distraggono rispetto a questi compiti. I rifiuti sono una delega troppo delicata per essere gestita centralmente. 

Ad inizio 2019, in Assemblea Capitolina, ha segnalato le responsabilità dell'amministrazione nella gestione dei rifiuti. Lei dichiarò che "i problemi c'erano anche prima del rogo del TMB Salario" e che " dello schifo che c'è a Roma siamo tutti responsabili". E' cambiato qualcosa, ti sembra ci siano stati miglioramenti?

Assolutamente no. Io rilevo in maniera trasparente  che la Regione ha sue responsabilità per il Piano rifiuti,  ma noi come Comune e come Ama, non abbiamo fatto assolutamente nulla di quanto previsto nel piano industriale . E mi riferisco alla creazione di nuove isole ecologiche, di mini isole, delle domus, delle 30 aree di trasferenza che dovevano essere individuate. Sono cose che si potevano fare a prescindere dalle autorizzazioni della Regione. Non ne abbiamo fatta nessuna, zero. 

Giorni fa si è dimesso in blocco l'ennesimo CDA dell'Ama. Ti sei fatta un'idea del motivo per cui ci siano stati così tanti avvicendamenti? 

Assolutamente no, non riesco neanche a capirlo. Posso pensare che nei precedenti CDA c'erano problemi relativi alla realizzazione delle linee programmatiche del Comune. Ma in questo caso la lettera che hanno scritto evidenzia un'assenza pesante del Comune. Se sia giustificata o giuistificabile non lo so. Come territorio non siamo però mai stati messi al corrente. Noi veniamo convocati per indicare le aree di trasbordo, ma il confronto con noi si esaurisce lì.

Lei come pensa che potrebbe migliorare la gestione dei rifiuti nei vari quadranti della città?

Intanto cominciando ad aprire qualche isola ecoogica in più per evitare l'abbandono degli ingombranti in strada. Dove non si può fare il porta a porta perchè ci sono dei palazzoni, occorre  creare aree  in grado di ospitare delle batterie di cassonetti. Non vanno lasciati in balia della strada. Con questa soluzione si arriva anche a migliorare la differenziata rispetto a quella che viene fatta a livello stradale. Poi bisogna ascoltare gli operatori che sono in grado di fornire indicazioni importanti anche sulle turnazioni. In tal modo si libera il personale che può essere implementato nella pulizie delle strade.

Quello è un altro tema caldo sul quale, il suo Municipio, aveva già avanzato un proposta...

Noi avevamo bocciato il nuovo contratto di servizi. Se Ama fino ad oggi non è riuscita a fornire la pulizia delle strade, perchè magari non ha risorse sufficienti come mezzi e personale, bisogna cercare una soluzione alternativa. La nostra proposta era quella di lasciare che quel contratto di servizi, che vale circa 100 milioni, fosse gestito in maniera decentrata, lasciando ai vari municipi l'onere di fare degli appalti per conto proprio.

A proposito di decentramento, il contributo dei municipi, nella gestione dei rifiuti, in cosa si traduce?

Non abbiamo nemmeno la funzione di controllare il corretto funzionamento della raccolta dei rifiuti. La nostra proposta di affiancare ad un esponente del Dipartimento anche un referente municipale con funzioni di controllo, non è stata accolta. Eppure potevamo essere utili,  perchè siamo in grado di fornire in maniera più dettagliata i disservizi che vediamo nel territorio. Ma non ci hanno concesso neppure di fare questo.

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