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No alla violenza sulle donne: una sfida da vincere tra i banchi di scuola

Il progetto messo in campo in una scuola superiore di Roma sud

Foto Agenzia DIRE

Combattere le violenza sulle donne a partire dai banchi di scuola. Un obiettivo importante, da giocare sul piano culturale. Una sfida ambiziosa che è stata colta dal Liceo Teresa Gullace do Don Bosco con il progetto "Mai più complici".

Diritti umani

"Bisogna partire dal leggere la legge italiana che ha recepito la convenzione di Istanbul, discuterne, approfondirla, perche' dice cos'e' la violenza di genere e cosa sono le discriminazioni e riassumendole in una frase sono una violazione dei diritti umani" ha ricordato la ministra della pubblica istruzione  Valeria Fedeli, presente nella giornata conclusiva del progetto messo in campo dal liceo Gullace.

La sfida e gli strumenti della cultura

Con uno spettacolo teatrale ed anche attraverso la redazione di un numero speciale del giornalino "l'Urlo di Teresa", gli studenti del liceo hanno potuto affrontare un tema quanto mai attuale.  "Esperienze come questa hanno una valenza particolare perchè' se ci limitiamo a trasferire valori con una comunicazione diretta saremo inefficaci, l'unico modo per una rieducazione e una trasformazione sono le esperienze come questa che giocano nella dimensione interiore, che stimolano non solo la riflessione ma anche le emozioni" ha riconosciuto Stefano Guerra, dirirgente scolastico del Liceo Gullace.

Un approccio empatico

La sfida ad una violenza sulle donne, è stata condotta quindi puntando sull'empatia. Sulla riflessione accompagnata dagli strumenti messi a disposizione dalla cultura. Come il teatro. Nel corso della mattinata infatti gli stidenti hanno messo in scena uno spettacolo  in forma pantomimica. E' stato quello un modo per affrontare un tema che è meno lontano dalle vite quotidiane - è stato fatto notare - di quanto si creda. E per questo è  quanto mai necessario avviare un cambiamento culturale che parta dai giovani". Come la scuola di Don Bosco, in collaboraizone con l'assocazione "se non ora quando- Libere", ha coraggiosamente fatto.

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