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Don Bosco, INPS vuole vendere 1700 alloggi: centinaia di famiglie rischiano di non farcela

Si complica l'acquisto per gli inquilini di INPS

Non c'è solo Magliana. Anche a Don Bosco, ci sono numerose famiglie che vivono in immobili INPS. Nel popoloso quartiere, tra via Calpurnio Fiamma e via Flavio Stilicone, si stima siano almeno 1700 le unità abitative di proprietà dell'Ente previdenziale. Ma per moltissimi inquilini la decisione di mettere in vendita questi appartamenti, si sta per trasformare in un incubo. 

I primi acquirenti

In via Calpurnio Fiamma, all'interno di uno stesso condominio si possono riscontrare le condizioni più disparate. Ci sono infatti inquilini che hanno già riscattato il loro appartamento ed altri che rischiano di non riuscirvi mai. I primi hanno realizzato il grande passo,  usufrendo della legge 410 del 2001 che abbatteva del 30% il valore dell'immobile, con un'ulteriore sgravio se l'offerta d'acquisto diventava collettiva. Gli altri dovranno provare a farlo a condizioni molto più svantaggiose.

Mutano le condizioni per accedere all'acquisto

"Io sono riuscito ad acquistare a 55 mila euro" spiega Agostino Zelli, portavoce del comitato inquilini senza titolo e referente di zona per Asia/Usb.  Ma oggi le condizioni sono notevolmente cambiate. Ci sono gli occupanti che  hanno fruito della sanatoria del 2013. E quelli che invece hanno cominciato a pagare  l' affitto solo nel 2014. Per i secondi la strada è in salita.  Ora infatti viene loro richiesto d'integrare in maniera significativa il canone di locazione. "Devono versare più del doppio di quanto già pagato, per poter accedere alla vendita di un immobile a prezzo di mercato". Si tratta infatti di adattare l'affitto già corrisposto, valutato in base ad una legge che calmierava i prezzi, con i valori stabiliti dall' Osservatorio del Mercato Immobiliare

Un rischio concreto

Il risultato è scontato.  "Molte famiglie non ce la fanno a sostenere tutti questi costi". E quindi per loro il rischio è di finire in una lunga lista d'attesa. Quella che mette in graduatoria i romani  che hanno fatto richiesta di un alloggio in edilizia residenziale pubblica. Al 31 dicembre del 2017 sono più di 11600 . Se INPS non riuscirà a vendere i 1700 appartamenti di Don Bosco, ed in generale i quasi 10mila di cui è proprietaria nella Capitale, le conseguenze saranno facilmente intuibili. Ci sarà da gestire l'emergenza abitativa di un'altra consistente quota di romani. 
 

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Commenti (6)

  • Ci sono diritti che vanno rispettati, ma non è giusto che troppi diritti trasformino in diseguaglianza la possibilità di comprare casa.... I giovani che non riescono neppure ad accedere ad un.mutuo quale diritto viene riconosciuto? Allora basta con questi regali..... Lo dico da cittadino che per permettersi una casa di 65 mq si è dovuto accontentare di abitare in estrema periferia scontando una valutazione immobiliare crollata del 40% del valore di acquisto in 6 anni... esattamente i 50 mila con cui il Sindacalista ha acquistato un immobile in zona servita da tutto compresa la metro..... La casa non è un diritto.... avere un supporto iniziale dal Comune è giusto, ma a tempo non a vita.... Poi bisogna impegnarsi e non scroccare affitti irrisori e pretendere pure riscatti gratis. Le case degli enti sono costruite anche con.i soldi di chi paga 30 anni di mutuo..... Basta parassiti di Popolo, o pagate o a casa oppure andate a vivere fuori dove gli affitti costano meno, tanto se non ci sono i soldi ma le pensioni basse esistono realtà dove vivi meglio con.poco

  • spero che siano in molti a rimanere in strada così sapranno quello che hanno fatto a noi a febbraio 2016 .e lei sign Moreno pensi che nella vita può capitare di aver bisogno di aiuto

    • 1° non si augura gratuitamente male , si giustifica come ho fatto IO non augurandolo ma esplicitando una motivazione concreta reale e valida , è da persone cattive veramente. racconti cosa le è successo cosi' vediamo se è da piangerci o meno . Nella vita mi è accaduto di guadagnare bene , mai mi sono sognato di richiedere o occupare case popolari, sono poi divenuto invalido e ho richiesto casa popolare legalmente , ho sempre disprezzato e schifato gente che la occupa e gente come questi dell'articolo che con 55 mila euro per esempio compravano case dal valore molto piu' alto (ah ero nell'immobiliare quindi so' cio' che dico) . Chiedere aiuto non è detto lo si riceva e comunque se l'aiuto è una casa non la si occupa perchè non la si ha ... voi vecchi avete distrutto il presente di noi giovani coi vostri impicci, raccomandazioni , ecco il risultato . si vergogni maria per cio' che ha scritto , non puo' un ragazzo darle lezioni di umanita' .

  • quale sarebbe il problema? hanno o no scroccato per anni a prezzo basso o addirittura leggo non han pagato per anni ed anni ? che vorrebbero adesso? per strada o in graduatoria erp sempre se ne hanno i requisiti. non ho pieta' nè interesse per questi ex vecchi magnoni . non dite nulla invece del vecchio che l'ha acquistata a 55 mila euro??? tutto va bene in quel caso ??? domandatevi perchè siamo nello schifo ??? forse perchè abbiamo regalato case a prezzi stracciati???

    • In quella via gli stessi proprietari che hanno comprato a 50mila euro se le rivendono a 250 o le affittano per 300 euro a stanza... quando i soldi li devono dare allora sono troppi, quando li devono prendere non sono mai abbastanza! Le case degli enti devono rimanere pubbliche e non devono essere abitate per decenni dalle stesse famiglie, magari diventate agiate nel frattempo. Deve esserci un ricambio continuo per aiutare chi è in difficoltà temporanea, una volta ritrovata la serenità economica bisogna sloggiare ed entrare nel mercato classico come tutti.

      • almeno far rimanere chi non ha soldi in affitto per sempre ci sto ... ma fargliela comprare a poco prezzo no. L'unica agevolazione , quella di ricalcolare gli affitti finora versati e scalar il prezzo , magari si potrebbe fare. vecchi schifosi rovina presente e futuro.

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