Chiede perdono Massimo Sculli, l'ex militare di 53 anni fermato a Roma dopo la morte di un operaio romeno di 27 anni, Robert Yulian Kessler, avvenuta giovedì per lo scoppio di una granata custodita, insieme ad altri ordigni, in uno zaino spostato durante lavori di ristrutturazione in un appartamento nel quartiere Don Bosco, al Tuscolano, "Non so che cosa possa essere successo - ha dichiarato ai propri legali, Fabrizio Consiglio ed Eugenio Daidone, che ieri lo hanno incontrato - avevo lasciato quella borsa da tanto tempo. Me ne ero completamente dimenticato".
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LE SCUSE DELL'EX MILITARE - L'uomo, indagato per detenzione di armi da guerra e per morte in conseguenza di altro reato, ed uno degli eredi dell'appartamento in cui è avvenuta l'esplosione, è stato sentito giovedì sera durante la semifinale dell'Europeo di calcio Italia-Germania e presto comparirà davanti al magistrato per l'interrogatorio di garanzia. Nel frattempo la procura ha disposto una consulenza sugli esplosivi trovati nello zaino. "Quanto avvenuto - hanno dichiarato gli avvocati - è un incidente. Il nostro cliente è profondamente provato per quanto accaduto. Sculli, che è volontario della Croce rossa ed è impegnato anche nella Protezione civile, intende farsi carico delle spese per il trasferimento in patria dell'operaio deceduto". (Fonte Ansa)








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1 Commenti
FeedCarl Von Clausewitz Eh si, come no, è un incidente... Come dimenticarsi le chiavi a casa di un amico, proprio tale e quale. Complimenti per l'understatement tipicamente britannico