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Don Bosco, niente Festa di Fine Estate: “Ci vogliono far pagare più dei Rolling Stones”

L'elevato costo dell'Osp costringe gli organizzatori a rinunciare

Niente Festa di Fine Estate. Dopo sette anni, Don Bosco deve rinunciare al suo atteso appuntamento. La decisione era nell'aria ed è stata appena formalizzata dal comitato organizzatore. Si salta un'edizione, con la speranza di riuscire a realizzare una grande iniziativa nel 2018. A condizione però che alcuni problemi siano prima superati.

"Ci è stato chiesto di pagare, per l'Occupazione di suolo pubblico, una somma che è quasi il doppio di quanto è costato ai Rolling Stones suonare al Circo Massimo – sottolineano gli organizzatori –  eppure la nostra festa non riceve finanziamenti pubblici e quindi  una somma del genere, per due giorni e mezzo di iniziative, ci è sembrata sproporzionata. Ma soprattutto, non ci fa quadrare i conti. Già lo scorso anno era stato particolarmente difficile. Per quest'edizione, una volta versato l'Osp, non sarebbe rimasto denaro a sufficienza per coprire tutte le altre spese".

L'offerta culturale delle passate edizioni

La Festa di Fine Estate, nelle passate edizioni, ha incontrato un buon successo di pubblico per la sua capacità di attrarre diverse generazioni. "Di solito allestivamo giochi e spettacoli gratuiti dedicati ai soli bambini, mostre fotografiche, di pittura, di scultura, audiovisivi", ricordano dall'Associazione Vie e Piazze Storiche di Cinecittà e dal Centro Sociale Anziani La Torretta, gli storici organizzatori della festa. "Ogni anno abbiamo coinvolto cabarettisti di caratura nazionale – proseguono gli organizzatori – per non parlare dei musicisti: nel corso degli anni, oltre alle band emergenti, qui si sono esibiti anche artisti del calibro dei New Trolls, i Camaleonti, Alan Sorrenti, Edoardo Vianello, i Dik Dik". Musicisti che, ovviamente, chiedono un cachet per suonare in pubblico. 

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L'identità territoriale e l'auspicio per il 2018

“L' obiettivo della nostra Festa è sempre stato quello di valorizzare l'identità culturale e sociale di Cinecittà – ricordano gli organizzatori – un'identità basata sull'incontro, la partecipazione, il dialogo, la conoscenza delle radici storiche e umane della gente di questo importante territorio, del quale i residenti vanno fieri. Valori che in una società che spinge all'individualismo, tendono a sparire. Purtroppo quest'anno non ce l'abbiamo fatta ed a causa dei costi elevati di occupazione di suolo pubblico si dovrà rinunciare a tutto questo – concludono – speriamo che ci sia un ravvedimento, tra l'altro sono tanti gli artigiani che ci contattano per lamentarsi. Non potendo esporre in un evento che fa migliaia di partecipanti ogni giorno, perdono anche un guadagno che per loro è importante. Per tutti questi motivi auspichiamo che il prossimo anno, ci sia data la possibilità di organizzare un'edizione in grado di riscattarci.  Vogliamo colmare il vuoto che, con dispiacere, quest'anno si è venuto a creare. Speriamo di riuscirvi ”.

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