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Don Bosco, la Festa di Fine Estate costa troppo: a rischio le prossime edizioni

Ecco perchè sono elevati i costi di realizzazione della festa

Non si tratta di una semplice festa di quartiere. Quella che, negli ultimi sei anni, è stata organizzata a Don Bosco, è stata molto di più. I numeri parlano chiaro. 1620 metri quadrati destinati alle attività culturali,  1032 quelli relativi agli spazi commerciali. Cifre importanti, che esprimono la dimensione di una Festa entrata nel cuore dei romani. Ed infatti, ciascuna delle ultime edizioni, è riuscita a portare a piazza dei Consoli decine di migliaia di persone. Arrivate, evidentemente, non solo dal quadrante. A dimostrare, una volta di più, l'importanza assunta da un evento che, a causa dell'aggravarsi dei costi di organizzazione, quest'anno non si è potuta svolgere.

Il paradosso

Secondo i referenti del Centro Sociale Anziani La Torretta e dell'Associazione Vie e Piazze Storiche, ovvero per i promotori, la festa non si è potuta svolgere per il lievitare dei costi. "Ci hanno chiesto, per tre giorni, quanto il Campidoglio ottenne dai Rolling Stones per il concerto a Circo Massimo". Un evidente paradosso, se si considera la differente tipologia delle due manifestazioni. L'organizzazione della Festa di Fine Estate è infatti gestita da pochi volontari, per lo più iscritti al centro anziani. Niente di paragonabile quindi con la kermesse messa in campo per un evento che, nel caso dei Rolling Stones, ha una rilevanza nazionale. 

I costi stabiliti dal Campidoglio

Il paradosso è evidente anche al Municipio VII. "Non abbiamo chiesto di più di quanto ottenuto lo scorso anno. 4155 euro per cinque giorni: tre di eventi e due per montare e smontare tutto. D'altra parte  –osserva  l'assessore ai Lavori Pubblici ed al Commercio Piero Accoto –  stiamo applicando quanto previsto da una specifica delibera capitolina (39/2014) che riporta quali sono i canoni di occupazione che bisogna versare". 

Gli oneri per la sicurezza

Quattromila euro, sono una cifra sensibilmente inferiore rispetto a quanto versato nelle casse del Comune per il celebre concerto al Circo Massimo. Eppure gli organizzatori ribadiscono che, se la festa non si è svolta, è stato proprio per il lievitare degli importi. "Rispetto al passato c'è una differenza – chiarisce l'assessore – quest'anno si sarebbero infatti aggiunti i costi che ogni organizzatore deve supportare rispettando quanto previsto dalla Prefettura di Roma a partire da agosto 2017 per i provvedimenti di Safety e Security da adottare nei processi di governo e gestione delle pubbliche manifestazioni". I costi per la sicurezza, uniti a quelli per l'occupazione di suolo pubblico, hanno fatto saltare il banco. Niente festa di Fine Estate per quest'anno. La speranza, come suggerito dagli organizzatori, è che dall'anno prossimo possa cambiare qualcosa. Se i costi da sostenere restano elevati, diventano a rischio anche le prossime edizioni.

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