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Cinecittà-Lamaro: c'è una targa commemorativa che attende da otto anni

Nell'area verde di Lamaro, manca la targa con i nomi Yaguine e Fodè, cui anni fa era stata promessa l'intitolazione.I due adolescenti della Guinea, morti nel tentativo di arrivare in Europa, avevano scritto una lettera toccante

Otto anni fa un residente scrisse una lettera all’allora amministrazione capitolina che  toccò le corde del primo cittadino. Si trattava di un sonetto in romanesco, “Amico Sindaco lo so che ciai da fa ... ma te vojo fa presente na realtà...’’ recitava la poesia. L’iniziativa ebbe successo ed ancora oggi gli abitanti di Lamaro ne godono i frutti. La realtà in cui si parlava in quei versi appena accennati, è il giardino di piazza Galgano. Tremila metri quadri di verde perfettamente manutenuti dai residenti. Erba curata, area giochi pulita, cestini svuotati. Abbiamo già avuto modo di raccontare l’ottimo lavoro che i residenti di Cinecittà Lamaro, realizzano in quella piazza.

UN'IMPRESA DISPERATA - Da otto anni però, manca la classica ciliegina su una torta. All’epoca, un episodio di cronaca scosse fortemente la comunità locale, e non solo.  Yaguine Koita e Fodé Tounkara, due adolescenti della Guinea di 15 e 14 anni, avevano tentato un’impresa disperata. Cercarono di raggiungere Bruxelles, nascondendosi nel vano carrello di un Airbus. L’iniziativa era priva di alcuna possibilità di riuscita, per la temperatura che in quota scende sotto i -50 gradi. E per la pressione. I due giovani,  furono ritrovati esanimi. Tra i loro indumenti, indossati uno sull’altro nel vano tentativo d’isolarsi dal freddo, venne rinvenuta una lettera.

UN APPELLO INASCOLTATO - “Abbiamo l'onorevole piacere e la grande fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi dello scopo del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini e giovani dell'Africa” si leggeva nel testo, che si rivolgeva “alle loro eccellenze, i signori membri e responsabili dell’Europa”. A loro era rivolto un appello, tenero e straziante: “è alla vostra solidarietà e alla vostra gentilezza che noi gridiamo aiuto in Africa. Aiutateci, soffriamo enormemente (…) noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l'Africa perché progredisca. Dunque se vedete che ci sacrifichiamo e rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa”.

L'INTITOLAZIONE DEL PARCO - Il parco, sulla scorta dell’ondata emotiva che la lettera suscitò, venne intitolato ai giovani Yaguine e Fodé. Tuttavia, a distanza di molti anni, non esiste neppure una targa in grado di ricordare al passante quel gesto. L’area quindi  è ancora nota come “il giardino di piazza Galgano”. Un bellissimo fazzoletto di verde, realizzato grazie ad una poesia di un residente. Per completare l’opera, basterebbe rileggersi anche la lettera dei due adolescenti della nuova Guinea. Loro si rivolgevano ai “membri dell’Europa”. Probabilmente in questo caso, basterebbero anche solo quelli del Consiglio Municipale.

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