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Cinecittà, l'ex mediateca Rossellini rischia di cambiare sede. Municipio VII: "Abbiamo bisogno di quegli spazi"

L'assessore al Patrimonio conferma l'intenzione di recuperare i locali dell'ex mediateca. Commisso (M5s): "Metteremo a bando lo stesso servizio da un'altra parte". Intanto centinaia di persone invocano un ripensamento

A Cinecittà c'è uno spazio dedicato alla cultura che rischia di chiudere. Si trova all'interno del perimetro dov'è presente anche il Municipio VII. Lì trovano posto una preziosa sala lettura  ed una biblioteca allestita con migliaia di volumi ed aperta dal martedì alla domenica. Il problema è che quegli spazi, assegnati da una precedente amministrazione, facciano gola all'attuale.

La volontà del Municipio VII

"Abbiamo l'esigenza di riprenderci quei locali, per assegnarli ai nostri uffici. Attualmente ci sono impiegati che lavorano in quattro sulla stessa scrivania cosa che, di fatto, non è accettabile – valuta Giuseppe  Commisso, vicepresidente ed assessore al Patrimonio del Municipio VII – ad Eccoci, la realtà che ha in gestione l'ex mediateca, riconosciamo il valore del servizio che offrono. Funziona bene e siamo infatti interessati a proseguire, ma in altri locali". Anche se dovessero trovarsi a qualche chilometro di distanza, in via di Marco Dino Rossi.

La vicenda

I locali che l'amministrazione pentastellata vorrebbe mettere a disposizione del Municipio, sono quelli dell'ex Mediateca Rossellini. Nel 2015, sulla scorta della protesta di Cinecittà Bene Comune, l'allora presidente Fantino (SEL) decise di mettere a bando i locali. Vinse l'associazione temporanea di scopo che proponeva il progetto"Eccoci". "Il 30 giugno quest'esperienza rischia di finire perchè scade l'assegnazione – spiega Giulio, tra i referenti del progetto – noi qui abbiamo catalogato circa 3000 libri con metodo Dewey, lo stesso che viene utilizzato dalle Biblioteche di Roma. E poi abbiamo una sala studio frequentata da decine di studenti universitari". Un vero miraggio dal momento che, nel popoloso quadrante, se ne contano pochissime.

Gli altri spazi disponibili

"Non siamo legati ad uno spazio specifico – spiega Giulio – l'importante è che sia in un punto raggiungibile dal nostro target e che abbia una dimensione adeguata. A Torre Spaccata (dove il Municipio ha ipotizzato di traslocare il servizio ndr)  i locali sono piccoli. Possibile che non ci siano altri spazi a Cinecittà?" Se lo chiedono in tanti, a partire da quelli che hanno notato la chiusura permanente dell'ex Teatro di posa dell'Istituto Luce. Si trova all'interno del perimetro dov'è presente anche il Municipio. Stesso discorso per "i cubi", due edifici ampi e da tempo inutilizzati che si trovano nella medesima area. "Per quanto riguarda il teatro, non  è più stato utilizzato a causa di un incendio – spiega l'assessore Commisso – però abbiamo già approvato in Giunta il progetto di riqualificazione, stanziato 1,5 milioni di euro e la gara è già partita". Pe quanto riguarda i due cubi "si sta per aggiudicare un primo stralcio, che prevede una gara per oltre un milione di euro e sarà utile alla demolizione dei solai per rifarli secondo le nuove normative". Poi serviranno altri lavori ed altri stanziamenti. Entro il 30 giugno del 2019 non si fa in tempo a metterlo a disposizione.

La sede e l'utenza

Intanto oltre 600 cittadini, in appena 24 ore, hanno firmato la petizione "Difendiamo Eccoci!". Per l'amministrazione municipale il dado è però tratto. "Noi metteremo a bando il servizio e verosimilmente i locali saranno in zona Piscine di Torrespaccata. Lì, chi vincerà il bando - fa notare Commisso -  troverà anche Le Rose Blu, un'altra realtà che fornisce un supporto allo studio e che, inizialmente, aveva condiviso gli spazi dell'ex Mediateca Rossellini". La posizione del Municipio VII appare dunque chiara. E la superficie a disposizione "oltre 100 metri quadrati" secondo quanto dichiarato dall'assessore al Patrimonio, potrebbe essere stimolante. La zona, per un utente che si sposta con i mezzi pubblici, è sicuramente  meno invitante. Sarà possibile, a quelle condizioni, replicare lo stesso servizio offerto all'ex Mediateca? Il timore è che non possano beneficiarne gli stessi cittadini. Non solo studenti universitari  ma anche stranieri che tramite Eccoci frequentano i corsi e sostengono gli esami in lingua italiana.

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