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Cinecittà, contestato il Municipio VII: “Ha dimezzato lo spazio per i giovani”

Blitz degli attivisti di Cinecittà Bene Comune fuori la sede del Municipio VII. Luparelli: “Hanno sfrattato il centro giovanile Eccoci perché servivano i locali per l’ufficio anagrafico. Ma i lavori non sono mai partiti”

Uno striscione di contestazione è stato appeso sui muri di piazza Cinecittà. E’ lì che ha la sede il Municipio VII. Ed è sempre lì che, per anni, hanno lavorato gli operatori del centro giovanili Eccoci!

Spazi giovanili dimezzati

“Hanno chiuso i locali del centro d’aggregazione perché dovevano realizzare degli uffici anagrafici. Ma in quasi sette mesi i lavori non sono mai iniziati – ha commentato Alessandro Luparelli, portavoce della rete Cinecittà Bene Comune – il Municipio avrebbe potuto concedere una proroga ed invece niente. Non ci piace quello come stanno gestendo le politiche sociali. Gli spazi giovanili, in questi anni, si sono dimezzati”.

Locali chiusi

Ad accompagnare la protesta, nel pomeriggio del 5 marzo, si sono presentati anche i diretti interessati. Una decina di giovani, con un apposito striscione, ha infatti contestato la decisione di porre fine all’esperienza di Eccoci. Contestualmente è stata fatta notare la mancata apertura di un altro spazio in via Dino Rossi. Doveva essere riservato a realtà interessate a fornire servizi per la fascia d’età compresa tra i 20 ed i 40 anni. Il bando è stato più volte predisposto ma anche quei locali, ad oggi, rimangono chiusi.

L'assenza di confronto

“La perdita di spazi destinati ai giovani, in questo territorio, è concreta. E’ vero che è stato aperto a Villa Lazzaroni Scholè, ma se andiamo a guardare le superfici messe a disposizione, dei 1500 metri quadrati a disposizione nel 2016 ne saranno rimasti circa la metà – ha obiettato – noi abbiamo chiesto un confronto con l’amministrazione che però non c’è mai stato”. Anche i trasferimenti effettuati, come nel caso del progetto 'Batti il tuo tempo', finanziato con la legge 285 sull’infanzia e l’adolescenza, ci sono delle recriminazioni da fare. “Purtroppo quando si fanno questi spostamenti si crea uno sradicamento. E quello che succede è che, nei nuovi spazi, gli operatori devono ripartire da zero. Insomma – ha obiettato Luparelli – si perdono energie, risorse, esperienze acquisite e consolidatesi nel tempo”. 

Il vuoto lasciato da Eccoci

L’apertura di playground, in aree degradate, rappresenta sicuramente una risposta dell’ente di prossimità alle esigenze aggregative dei giovani. Rischiano però di non essere sufficienti, secondo la rete Cinecittà Bene Comune, ad assolvere anche ad esigenze di carattere culturale. L’aula studio e soprattutto la fornita biblioteca di Eccoci, non ci sono più. E niente, finora, è stato in grado di sostituirle.

Il Municipio risponde

L'assessore alle politiche giovanili del Municipio VII ha replicato agli attivisti di Cinecittà Bene Comune. "Per quanto riguarda i locali di via Marco Dino Rossi, è vero che è stato fatto più volte il bando, ma è in corso la sottoscrizione della convenzione con l'organismo che se lo è aggiudicato. INvece - ha precisato l'assessora Elena De Santis - in relazione ai locali municipali che ospitavano Eccoci, vorrei chiarire che non è vero non siano stati interessati dai lavori. Oltre  ad essere stato ampliato l'anagrafico, è stata sottoscritta una convenzione con Ares 118, a cui sono stati assegnati i locali eccedenti per delocalizzarvi il servizio".

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Articolo aggiornato ore 16.45 del 06 marzo 2020.

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