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Ciclabile Tuscolana, i mezzi di soccorso faticano a raggiungere i portoni dei palazzi

La presenza dei parapedonali complica il trasporto in barella dal portone all'ambulanza. La segnalazione di un operatore sanitario al programma "Italia di Sera"

Nella foto i parapedonali della ciclabile Tuscolana

Non tutte le criticità legate alla ciclabile di via Tuscolana sono state risolte. La sua trasformazione in un "percorso navigabile", grazie alla sistemazione di nuove caditoie, sembra essere scongiurata. Ci sono però altre difficoltà, oltre agli allagamenti, che restano da affrontare.

La segnalazione

"E' diventato difficile raggiungere i portoni dei palazzi – ha raccontato Massimiliano, un operatore sanitario, alle telecamere di Roma di Sera, la trasmissione condotta da Andrea Bozzi – abbiamo dovuto lasciare l'ambulanzia sulla corsia, restringendo ulteriormente la carreggiata. E già questo è pericoloso, perchè dobbiamo camminare in mezzo alla strada".

L'ambulanza restringe la carreggiata

La realizzazione della ciclabile non ha infatti sottratto posti auto, come più volte era stato promesso dal Municipio VII e da chi, in Campidoglio, se n'era fatto promotore. Tuttavia ha ristretto la carreggiata  e di conseguenza, chi lascia il mezzo in sosta vietata, di fatto crea una sorta di imbuto. Come nel caso segnalato dall'operatore. 

Lo slalom tra i parapedonali

C'è un altro problema. "Oggi le barelle pesano circa 50 chilogrammi. Una volta accostata l'ambulanza noi dobbiamo scendere e fare lo slalom tra i parapedonali" ha segnalato sempre l'operatore sanitario. I parapedonali sono stati messi sulla banchina, rialzata, della fermata dell'autobus. Servono a mettere in sicurezza chi attende il passaggio della linea di trasporto pubblico. Ma rischia di non essere pratico, come segnalato, per chi deve raggiungere velocemente il portone di un palazzo. 

La replica del Municipio VII

"La ciclabile non cambia nulla rispetto a prima - ha replicato la presidente del Municipio VII Monica Lozzi - neanche prima l'autoambulanza poteva accostarsi al marciapiede nel caso il parcheggio risultasse occupato e quindi era costretta a fermarsi in doppia fila. Oggi - ha obiettato Lozzi - succede la stessa cosa: se il parcheggio é libero l' ambulanza si parcheggia altrimenti é costretta a sostare in doppia fila come prima". Per quanto riguarda invece lo slalom da fare tra i parapedonali, la minisindaca ha fatto notare che "si trovano solo all'altezza delle fermate dell autobus. Qualche metro prima o dopo il passaggio é libero come lo era prima della ciclabile.

Le persone con disabilità

Le modifiche all'assetto stadale introdotte per realizzare la ciclabile, hanno comportato anche altre conseguenze. "Chi ha una parente con disabilità, e non trova uno dei pochi posti dedicati liberi, deve lasciare l'auto in doppia fila ed è pericoloso perchè la carreggiata è ristretta - ha fatto notare Anna Maria Tornaturi, una residente - inoltre deve fare i conti con il cordolo che sta a terra e che bisogna quindi scavalcare".  E' un'altra barriera architettonica. Difficile da risolvere. Ma sicuremente impattante per chi, spostandosi sulla carrozzina ortopedica, deve farci i conti

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