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“Ciccio” come il Libanese: da Cinecittà per “pijarsi Roma”

"Il Biscotto", il "Biondino", il "Pippetto", il "Cinesino": l'operazione Orfeo portata a termine ieri dai Ros porta alla ribalta una periferia pronta a "prendersi Roma" attraverso il mercato della droga

Un bar nella periferia romana come base. Un capo di quelli carismatici in grado di catalizzare l'obbedienza per “conquistare Roma”. Una serie di piccoli boss pronti a tutto pur di controllare il mercato della droga della Capitale. L'operazione Orfeo, portata a termine ieri dal Ros dei Carabinieri, ha fatto risvegliare la città eterna con l'incubo di una banda pronta a controllarla. Trentotto arrestati, altri 43 indagati e un quadro criminale architettato per raccogliere l'eredità di un gruppo criminale, quello dei Senese, caduto in disgrazia proprio dopo un'operazione dei Ros.

PERIFERIA ROMANA – Ecco così che al bar di via Fermi lascia la scena un bar a Cinecittà. Al Libanese si sostituisce Ciccio, un giovane di 29 anni che  impartiva gli ordini per seminare terrore tra le organizzazioni rivali e gestire il narcotraffico. Attorno a lui gravitavano “il Biscotto”, il “Biondino”, il “Pippetto”, il “Cinesino” e tanti altri tra i 38 membri arrestati a seguito della maxi operazione dei carabinieri del Ros.

VUOTO DI POTERE -  Dopo il “vuoto di potere” formatosi a seguito degli arresti del 2008, la nuova organizzazione romana tentava di espandersi. E in tre anni la zona sud-est della Capitale, i quartieri di Cinecittà, Appio, Tuscolano e Laurentino, erano finiti nelle loro mani. In due anni a loro carico quasi una decina di agguati, tra cui anche due omicidi. E nelle ultime settimane l'escalation di sangue era tornata e aveva come movente privilegiato la pista della droga. L'ultimo episodio proprio a Cinecittà, dove due persone a bordo di uno scooter avevano aperto il fuoco contro un romano di 47 anni su una Smart riuscito a sfuggire all'agguato.

COME SCAMPIA - ggressioni che arricchivano il curriculum criminale degli aspiranti boss: giravano per la città scimmiottando i camorristi napoletani di Scampia, a bordo di Suv e maxi-scooter e agitando le loro pistole in pubblico, vestiti con giacca e pantaloni.  La mappa della banda aveva una rete di collegamenti già estesa: in via Laurentina gli uomini dell'Arma hanno sequestrato una vera e propria piantagione di marijuana che era curata da uno dei 38 arrestati, all'interno dell'agriturismo “La Mandria”.

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