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Servizi sociali, dopo 13 anni 65 disabili restano a casa: monta la protesta delle famiglie

Sessantacinque persone con disabilità dovranno sospendere le attività laboratoriali cui erano impegnati. I genitori protestano sotto il Dipartimento delle politiche sociali: "I nostri figli ora stanno a letto depressi"

Sessantacinque persone con disabilità dal 16 maggio sono costrette a restare a casa. I laboratori sociali che da anni frequentavano presso la Comunità Capodarco di Roma, in zona Statuario, devono infatti subire un'interruzione. Una sospensione del servizio che ha scatenato le proteste dei genitori, presentatosi in gran numero a viale Manzoni, dove ha sede il  Dipartimento Politiche sociali di Roma Capitale.

La testimonianza di un genitore

"Mia figlia frequenta questi laboratori da 14 anni – racconta la signora Costa – e funzionano davvero bene, sono gratificanti. Abbiamo registrato notevoli progressi sul piano della socializzazione quindi è davvero assurdo che oggi quest'attività venga interrotta. Mia figlia ora non si alza più dal letto. E lo stesso problema hanno tante altre famiglie, tra l'altro con genitori anche molto anziani".

Le attività laboratoriali

I laboratori sociali, partiti nel 2004 grazie ad un'intuizione della Comunità di Capodarco, dal 2009 sono diventati un servizio finanziato con apposito bando comunale. Nel corso degli anni, le attività laboratoriali sono diventate un punto di riferimento imprescindibile per centinaia di famiglie che ne hanno fatto ricorso. "Abbiamo stabilmente sessantacinque iscritti, con un'età media di 35-40 anni – racconta Antonio Fiore, responsabile dei laboratori di Capodarco – le attività si svolgono dal lunedì al venerdì e sono suddivise in due fasce orarie: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19". Venti ore a disposizione durante le quali sono organizzati corsi di Ceramica Raku, restauro del legno ed un laboratorio di pasta fresca all'uovo. "Riusciamo a donare alla Caritas 5mila chilogrammi di pasta – spiega Fiore – l'equivalente di cinquantamila piatti di pasta". Un circuito virtuoso quindi che rischia di spezzarsi.

Il servizio sospeso

Il bando, già prorogato, era scaduto il 31 dicembre 2017. "Successivamente il servizio è stato autonomamente garantito da Capodarco che ha supplito con risorse proprie - spiega il signor Lo Giudice, papà di un utente disabile e presidente dell'associazione 'Noi per i laboratori sociali' – ad inizio marzo il Comune ha pubblicato un avviso pubblico, più precisamente una manifestazione d'interessi, per garantire l'attività per almeno sette mesi". Successivamente, dal 16 aprile al 15 maggio, l'amministrazione ha proceduto ad espletare un'assegnazione diretta per garantire la continuità della attività. Dal 16 maggio il servizio è nuovamente scoperto. Da qui la protesta dei genitori che si sono presentati sotto il Dipartimento politiche sociali. 

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