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Ippodromo Capannelle, Lozzi: "In tre anni niente bando. Ora siamo preoccupati"

La Presidente del Municipio VII interviene sulla situazione di stallo nella concessione dell'ippodromo. Lozzi (M5s) "Il Comune ha delle responsabilità nel ritardo, ma oggi è Hippogroup che punta i piedi"

Sono trascorsi undici giorni dalla data che Hippogroup aveva scelto per la riconsegna delle chiavi. Da allora, nonostante le dichiarazioni del Campidoglio, non ci sono stati significativi passi in avanti. La gestione dell'ippodromo capitolino resta un rebus a cui, l'amministrazione in primo luogo, è chiamata a rispondere. In attesa che tra Roma Capitale ed il vecchio concessionario sia trovato un nuovo accordo e che l'impianto riprenda regolarmente a funzionare, va registrata la posizione di chi governa quel territorio: Monica Lozzi. Con la consueta schiettezza, la presidente del Municipio VII non si è sottratta al confronto. Ed ha riconosciuto anche le responsabilità in capo all'amministrazione.

Presidente Lozzi, la gestione dell'ippodromo è sicuramente una competenza comunale. Ma è impensabile non chiedere anche a chi amministra quel territorio, cosa ne pensi dell'attuale stallo...

Siamo preoccupati per la questione lavorativa perchè ci sono circa un centinaio di persone che operano all'interno di quell'impianto. Detto questo dispiace che in questi tre anni non sia stato possibile fare un bando. Ci sono state delle complicazioni dovute ad esempio al fatto che, dentro l'ippodromo, vivono abusivamente delle persone e sicuramente questo ha rallentato la stesura della gara. Inoltre sappiamo  che Hippogroup non ha gestito in maniera consona l'impianto.

Si spieghi meglio, cos'avrebbe fatto di sbagliato il concessionario?

Dopo che ha presentato il concordato preventivo per evitare il fallimento, ad Hippogroup sono state riconosciute delle agevolazioni tra cui l'abbassamento del canone da due milioni a sessantaseimila euro l'anno. Dovevano però garantire la tutela dei posti di lavoro, ma subito dopo il concordato hanno fatto una cessione del ramo d'azienda ed una parte dei dipendenti sono così stati licenziati.

Invece nell'ambito della trattativa col Campidoglio, come valuta il comportamento di Hippogroup?

Ad oggi ci troviamo nella situazione in cui Roma Capitale, nelle more del bando e della definizione del ricorso al TAR di Hippogroup ha accolto tutte le richieste della società, ad esempio confermando il canone ribassato. Eppure non hanno ancora dato l'ok a mantenere le attività in essere. Anche il Ministero ha già fornito i fondi che doveva versare.

Quindi sembra di capire che, come Municipio, assegnate tutte le responsabilità dell'attuale condizione d'incertezza  al vecchio concessionario...

Il Comune è manchevole perchè non ha fatto il bando. E' vero che c'erano una serie di criticità, ma in tre anni secondo me il Comune poteva fare molto di più per arrivare al bando. In questo momento però è Hippogroup che sta puntando i piedi.

C'è un altro tema che rischia di saldarsi al mancato accordo tra Roma Capitale ed il concessionario e riguarda la sicurezza. Se la trattativa non si sblocca, chi dovrà  garantire la sorveglianza dell'ippodromo?

A quel punto deve intervenire per forza Roma Capitale perchè una struttura così importante il Municipio che può certo riuscire a sorvegliarla. Tanto più che sappiamo che, in alcuni punti, confina con il campo rom de La Barbuta.

In Municipio siete quindi preoccupati  che la situazione di stallo possa avere conseguenze sul piano della sicurezza?

Io sono preoccupata di tutta la situazione perchè, al di là della gestione delle corse, ci sono tante manifestazioni che portano un indotto ai territori limitrofi. E questo sicuramente è un altro aspetto importante. Inoltre sappiamo cosa succede quando, a Roma, si lasciano delle strutture in condizioni di abbandono. Cosa che non vorremmo succedesse qualora non si sbloccasse questa trattativa

Hippogroup però ora ha la possibilità di consegnare le chiavi dell'impianto al Campidoglio. Se, come minacciato, dovesse decidere effettivamente  di farlo, cosa immagina che possa succedere?

Allora dovrebbe intervenire immediatamente Roma Capitale. Ad oggi non ha gli strumenti per poter mantenere i dipendenti. Però con qualche partecipata deve garantire almeno il controllo della struttura e la manutenzione regolare dell'impianto.

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Commenti (1)

  • perchè il presidente del municipio non conosce la realtà, non è mai entrata nell'impianto capitolino e dice falsità sulla cosa, suggerite forse dal suo amico frongia. Ha paura dei concerti che non si facciano e che la zona sia preda dai rom?

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