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Capannelle, il futuro dell'impianto non lo decide il Campidoglio: "Noi abbiamo fatto il possibile"

L'assessore allo Sport chiede di salvaguardare i posti di lavoro ed in caso di divorzio scarica sull'attuale gestore: "Noi abbiamo fatto il possibile"

Sono circa cinquecento i lavoratori che, considerando l'indotto, gravano attorno all'ultimo ippodromo romano. Tante sono quindi le persone che, con apprensione, stanno seguendo quello che sembra un braccio di ferro tra l'amministrazione pentastellata e l'attuale concessionario. I due torneranno a sedersi allo stesso tavolo il 24 luglio. E' quella infatti la data attorno a cui ruota il destino di Capannelle.

Gli scenari

L'incontro con il Campidoglio chiarirà al concessionario se ci sono ancora i margini per proseguire. Chiedendo, di conseguenza, la proroga della concessione. In alternativa il Campidoglio ha fatto sapere di avere già pronto un altro bando. Ma i tempi della sua esecuzione, potrebbero non essere gli stessi dei lavoratori messi in mobilità. Quest'ultimi rappresentano il vero ago della bilancia.  Ed infatti rivolgendosi a loro, l'assessore Frongia, ha deciso di tornare una volta di più sulla questione dell'ippodromo.

Il braccio teso dall'amministrazione

“Tengo a precisare che l’Amministrazione ha già fatto tutto ciò che poteva, per far sì che l’impianto continui a rimanere aperto per il proseguimento delle corse, in modo anche da garantire ai lavoratori il mantenimento del proprio lavoro" ha premesso Daniele Frongia. L'ex vicesindaco, oggi assessore allo sport ed ai grandi eventi, ha elencato tutte le iniziative assunte dal Campidoglio per venire incontro al concessionario.  "Gli uffici competenti hanno da tempo sospeso l’obbligo di riconsegna delle chiavi dell’impianto nonostante la Hippogroup non abbia neppure richiesto al Tar la sospensiva del procedimento" ha ricordato una volta di più Frongia.

Le istanze del concessionario

La Hippogroup, da parte sua, deve approvare il bilancio. Per farlo tuttavia continua a chiedere garanzie. Su tutte quella che, gli investimenti per le migliorie sull'impianto, non vadano persi in caso di assegnazione ad un altro soggetto. Altra condizione importante è che, il canone annuale, non si discosti dall'attuale. Al riguardo Frongia ha ribatido che "la Società ha la possibilità di presentare la domanda di valutazione dei lavori svolti in questi anni ai sensi dell’art. 22 del nuovo Regolamento degli impianti sportivi comunali". In tal modo avrebbe la possibilità di vedersi confermare l'attuale canone di circa 67mila euro l'anno. "Nel frattempo  - ha aggiunto Frongia - gli uffici sono in dirittura d’arrivo con il bando per la nuova concessione". Da allora fino all'effettiva assegnazione, il nuovo bando consentirebbe comunque "una proroga tecnica".

Le responsabilità ed i lavoratori in mobilità

Al netto delle iniziative messe in campo dall'amministrazione capitolina, l'assessore allo sport è convinto di aver fatto il massimo e quindi "se la Società deciderà di abbandonare l’impianto di Capannelle ,la responsabilità non potrà essere che la sua". Garantire il futuro dell'impianto di Capannelle è importante. Soprattutto ora che, dopo oltre 160 anni, ha dovuto rinunciare al prestigioso Derby. Ma la priorità resta la salvaguardia dei posti di lavoro. Decine, forse centinaia di persone legano la propria esistenza ad una positiva chiusura della vicenda.
 

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Commenti (1)

  • Dai frongia....fai un altro stadio flaminio tanto ormai lo sport a roma non è più comunale ma privato...dopo il mandato stai pensando di farti assumere dalla virgin?!?!

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