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Grattacieli a Roma: ecco perché costruire il primo ad Osteria del Curato

Abbiamo incontrato l'architetto Paolo Purini che ci ha raccontato cosa c'è dietro al progetto di costruzione di grattacieli nel quartiere periferico del X municipio ai confini con il raccordo

Grattacieli sì, grattacieli no. Grattacieli sì, ma per rivalutare la periferia. La discussione animata di questo ultimo mese sulla costruzione di grattacieli nella capitale non deve fermarsi. E' necessario saperne di più. E la proposta del Sindaco Alemanno "indiciamo un referendum per rendere partecipi della decisione tutti i cittadini", lascia intendere che non è un'idea buttata lì e messa da parte.

Chi ha mostrato l'interesse ad un progetto di tale portata è l'architetto Paolo Purini, già progettista dei due grattacieli di cento metri nella zona Eur (battezzati Eurosky), il quale, alla domanda se e dove costruirebbe altri grattacieli, risponde: "Sì. Non più di quattro o cinque. Non più alti di centoventi metri. Tutti in periferia. Il primo a Osteria del Curato".

Ma perché cominciare proprio da Osteria del Curato?
L'architetto ribatte: "E' lo snodo metropolitano più forte della città che io conosca. L'aspetto attraente è lo svincolo del raccordo anulare. Oggigiorno i raccordi autostradali possono rappresentare luoghi di forte attrattiva. Raccontano le nostre relazioni. Scrivono le narrazioni della nostra società".

Prosegue l'architetto concitato dalla sua convinzione: "Perché Osteria del Curato è il luogo dal punto di vista morfologico più caratterizzato. Si vede l'anfiteatro di Colli Albani. C'è l'ultima fermata della metropolitana dove si concentra un alto flusso di passanti. In mezzo ad una situazione ambientale seducente: a ridosso dell'area archeologica, con i casali e lo sfondo della campagna".

Secondo l'architetto costruire grattacieli nelle periferie romane significherebbe fissare dei punti fermi per turisti e cittadini. Catalizzatori di aspettative, anche per rivalutarne il ruolo e la funzione. "Bisogna tener presente che i grattacieli delle città contemporanee sono l'analogo degli obelischi del cinquecento di Sisto V", aggiunge Purini, "E vanno costruite senza stravolgere il rapporto urbano della città, ma devono essere ad esso conformi."

A dargli manforte, interviene il prof. Mario Pisani, storico dell'architettura: "Un grattacielo a Osteria del Curato diventerebbe un punto di richiamo eccezionale, un rinforzo per l'immaginario collettivo. Se solo pensiamo che, oltre al contesto ambientale e metropolitano, è un punto di incontro di tutte le cittadine limitrofe. Sarebbe suggestivo, soprattutto se si avesse cura dell'aspetto estetico. Un edificio a basso impatto ambientale con un taglio di ricerca e sperimentazione per il recupero del vento e dell'energia. Una struttura che evochi un elemento naturale: un fiore, un albero. Diventerebbe un segno catalitico. Non solo destinato al tempo libero e al commercio, ma da adibire anche ad un centro servizi per i cittadini."

Purini tiene a precisare che un progetto simile dovrebbe essere promosso e realizzato esclusivamente dal Comune su territori di sua proprietà, proprio per costruire un edificio che sia espressione dell'essenza della collettività, da adibire a sede di centro sociale, di mediateca o centro di associazioni giovanili. E non come prodotto di un mercato aggressivo che punti all'intensificazione commerciale o turistica. L'incontro non finisce qui. Si pensa di organizzare al più presto un nuovo confronto per incentivare il dibattito e coinvolgere nella discussione anche i rappresentanti del Municipio.

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