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Statuario, hotel aperto per cittadini in quarantena: scatta la paura nel quartiere, poi i chiarimenti

In via Siderno un albergo ha dato disponibilità a Regione e Asl. Negli ultimi 2 giorni arrivati sette persone, attualmente non positive, ma in quarantena. Nelle chat e nei gruppi di quartieri la paura dei cittadini

Un albergo, come tanti a Roma, a disposizione del sistema sanitario per l'emergenza Coronavirus. Parte da qui la Pasqua del quartiere Statuario Capannelle. Una giornata vissuta all’insegna della paura per l’arrivo, in un albergo di via Siderno, di alcuni cittadini accompagnati dal personale sanitario. Sono entrati in contatto con persone risultate positive al Covid 19. E dunque sono obbligati a rispettare una quarantena.

Secondo un accordo tra Federalberghi, Asl e Regione Lazio le strutture alberghiere possono mettersi a disposizione per ospitare quarantenati oppure guariti dal Covid. L'iniziativa, presentata sabato in regione, è diventata realtà allo Statuario quando, tra sabato e domenica, sono cominciati ad arrivare i primi ospiti. 

La testimonianza

“Alle sette di mattina abbiamo notato un’ambulanza davanti all’ingresso principale. Forse se ne sono anche accorti perché poi si sono spostati sull’entrata secondaria, situata in via Oppido Mamertina” ha raccontato a Romatoday Guerriero Latini, presidente del Comitato di Quartiere Statuario Capannelle. L’albergo di via Siderno è molto vicino alle abitazioni e quindi, ogni spostamento, è stato seguito con apprensione dai residenti. “Ci siamo preoccupati perché non abbiamo ricevuto nessun tipo d’informazione” ha chiarito Latini.

La psicosi

Sui social e nelle chat di quartiere, con l’arrivo dei nuovi ospiti, sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni, poi rivelatesi infondate. "Sono migranti proveniente dal Selam Palace". "Resteranno qui anche dopo la fine dell'emergenza". "Li ho visti uscire fuori dall'hotel". E così, di condivisione in condivisione, di commento in commento, la vicenda si è trasformata in un vero e proprio caso. Alcuni sono scesi in strada per chiedere conto di cosa stesse succedendo. Del motivo per cui, proprio in quell’albergo, venissero trasferite delle persone a bordo delle ambulanze.

I timori

“Anche io sono sceso in strada, dopo aver avvertito la presidente del Municipio ed il vicepresidente del consiglio municipale Fulvio Giuliano. Sappiamo che la struttura ha ascensori e scale antincendio che consentono facilmente uscire all’aperto, cosa che alcuni dei nuovi ospiti hanno anche fatto – ha sottolineato il presidente del Comitato di Quartiere – in più non c’era alcuna forma di sorveglianza. Per questo ci siamo preoccupati e siamo scesi in strada per chiedere informazioni, non certo per razzismo”.

A fornire i chiarimenti ha provveduto la presidente del VII municipio, Monica Lozzi, prima interfaccia istituzionale alla quale i cittadini si sono rivolti. Lei, insieme al consigliere Fulvio Giuliano (FdI) ed ai membri del comitato di quartiere, si è presentata in via Siderno. E la situazione si è fatta più nitida. L'albergo, come detto, è tra quelli che ospita cittadini in quarantena. 

I chiarimenti

“I sette ospiti, nessuno dei quali provenienti da palazzo Selam, sono stati tutti sottoposti al tampone perché sono entrati in contatto con persone che hanno contratto il coronavirus – ha spiegato la Minisindaca – i residenti si erano preoccupati che potessero uscire all’aperto. In realtà erano stati visti solo nelle aree esterne di pertinenza dell’albergo. Erano usciti per fumarsi una sigaretta. Io comunque ho chiesto alla sindaca un presidio delle forze dell’ordine o dell’esercito e dall’una di notte il presidio è stato attivato”. 

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Situazione sotto controllo

Non c’è possibilità dunque che queste persone lascino l’albergo. Se lo facessero violerebbero le disposizioni finalizzate a contenere il nuovo Coronavirus. E non c’è possibilità neppure che vi restino a lungo. “Qualcuno si era preoccupato del fatto che questi cittadini, che sono migranti, potessero restare in via Siderno anche al termine della quarantena. Ecco questa possibilità non esiste, perché l’albergo ha firmato una convenzione che delimita la loro permanenza solo per il tempo necessario, terminato il quale, faranno ritorno alle rispettive dimore” ha ricordato la presidente Lozzi. Un’ala della struttura, al cui interno c’è anche un presidio della Asl, resta quindi a disposizione dei nuovi ospiti. Come avviene anche per gli altri alberghi che hanno sottoscritto l’accordo con la Regione Lazio. I chiarimenti attesi sono arrivati. Le festività sono trascorse in un mix di paura e psicosi, ma ora le proteste si sono placate. A dispetto del maltempo, a Statuario, il clima si è rasserenato.

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