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Statuario-Capannelle: il CdQ chiede l'assegnazione dei locali di via Polia al Centro Anziani

Il Centro Anziani, supportato dal CdQ, richiede lo sgombero “dei locali occupati illegalmente” di via Polia, il loro collaudo e la contestuale assegnazione

L’edificio situato all’angolo tra via Polia e via Amantea, e la sua assegnazione, sono al centro di una piccata lettera scritta dal Presidente del Comitato di Quartiere Guerriero Latini e del Presidente dell’Associazione  “Centro Anziani Statuario-Capannelle”, Ugo D’Amico. I due residenti, hanno indirizzato la missiva al minisindaco Susi Fantino, gridando allo scandalo.

LA DESTINAZIONE DEGLI SPAZI - Il tema del “contenzioso” , come si diceva, attiene all’assegnazione dell’edificio i cui locali, a detta dei due firmatari, “erano destinati per i servizi sociali del quartiere ed in particolare, per l’associazione Centro Anziani Statuario-Capannelle”. Proprio a tale scopo il Centro Anziani avrebbe “presentato sin dal 2007 istanza per ottenere locali adeguati a svolgere l’attività sociale, rinnovando la richiesta con istanza del 12/10/2012 protocollo N. 101717”. Nonostante le richieste, però, “nell’anno 2009 , il presidente pro-tempore del X Municipio (ora VII municipio), ha assegnato con procedura singolare per due anni, a titolo di custodia e guardiania ad alcune associazioni sociali i predetti locali e l’area verde circostante senza alcun criterio”.

LE ATTUALI RICHIESTE - A conti fatti, la custodia e guardiania ha superato il limite indicato in due anni, di conseguenza la collettività del quartiere Statuario-Capannelle statuario-capannelle reclama i locali e anche l’area verde attualmente utilizzata solamente dai cani e loro padroni. Inoltre, Latini e D’Amico  chiedono “il collaudo della palazzina dopo circa sei anni dal completamento dei lavori; lo sgombero dei locali occupati illegalmente con grave scandalo per gli abusi effettuati; che vengano assegnati i locali all’associazione Centro Anziani Statuario-Capannelle , che provvederà ad indire subito l’assemblea con il riconoscimento delle cariche sociali; ed ancora che  per l’associazione dei cani , venga assegnata – come avviene in ogni parco pubblico- un ben delimitata area , ove i predetti cani con i loro padroni possono agire, permettendo alla cittadinanza (anziani e bambini) di poter accedere senza pericoli”. La lettera si conclude con un richiamo “all’onesta intellettuale del Sindaco Marino e del presidente del Municipio Susi Fantino” affinchè procedano a sanare una “questione che protraendosi da diversi anni, ha assunto la caratteristica d’un vero e proprio scandalo”.

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