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Quadraro: c'era una volta il mercato abusivo di piazza dei Tribuni. Oggi riqualificarlo è diventato difficile

Il Municipio ha autorizzato la rimozione dei banchi inutilizzati di piazza dei Tribuni. La riqualificazione è però complicata. Lozzi: "La piazza dove sorge, nonostante sia al centro del quartiere, è di proprietà privata"

La riqualificazione di piazza dei Tribuni passa per la sistemazione del suo mercato. Da anni i residenti del Quadraro lamentano le condizioni in cui versa il plateatico. Tra chioschi carbonizzati e box abbandonati, il degrado ha finito per farla da padrone. Il problema, in questo modo, è stato pagato sia dai residenti che dai commercianti.

La rimozione dei box

Il 23 ottobre, anche a seguito del recente incendio che ha distrutto alcuni box, il Municipio VII ha deciso d'intervenire. L'ente di prossimità ha dato infatti mandato a rimuovere sei banchi che risultavano essere abbandonati. Doveva essere la prima operazione finalizzata al rilancio della piazza. Obiettivo che, invece, si è rivelato molto più complicato del previsto.

Un rilancio complicato: la piazza è privata

"Con stupore abbiamo scoperto che la piazza su cui sorge il mercato è di proprietà privata e questo, come amministrazione – ha dichiarato la minisindaca Monica Lozzi – ci lega un po' le mani per gli interventi che possiamo fare e che i cittadini da almeno tre anni ci stanno chiedendo di realizzare". Tra i box inutilizzati ce n'erano anche due che, in passato, erano stati usati dalla vecchia circoscrizione. "Quelli pubblici li abbiamo rimossi a nostre spese, gli altri lo abbiamo fatto in danno ai proprietari che li avevano abbandonati" ha chiarito Lozzi.

La storia del mercato 

Ma com'è stato possibile arrivare all'attuale condizione di degrado? La storia del mercato di Piazza dei Tribuni è peculiare. Lì, negli anni Sessanta, a seguito delle trasformazioni urbanistiche che avevano interessato il vecchio "nido di vespe", era stata concessa la possibilità di realizzare un mercato.  Le classiche casette ad un piano di"Cecafumo" avevano rapidamente lasciato il posto ai nuovi palazzoni del Quadraro. All'impennata demografica che ne è conseguita, è stato necessario garantire adeguati servizi. A partire da un luogo dove poter, quotidianamente, effettuare i propri acquisti. L'origine del mercato si colloca in questo contesto.  "Inizialmente in piazza dei Tribuni – ha spiegato l'assessore municipale Piero Accoto – erano stati autorizzato un esercizio giornaliero a 37 attività. I banchi, montati verso le 7, venivano smontati alle 14  e la piazza, una volta ripulita, tornava a disposizione dei cittadini". 

Una trasformazione abusiva

Nel tempo la questione si è complicata. Gli operatori hanno trasformato abusivamente le bancarelle in postazioni fisse. Un'iniziativa "priva di alcun titolo autorizzativo" ha ribadito il Municipio VII. Nonostante questo, il Comune ha pensato di "sanare" quella condizione e gli operatori, pagando le occupazioni di suolo pubblico, si sono in qualche modo messi in regola. Di conseguenza la condizione del mercato è divantata la stessa che vivono molti altri plateatici romani. Alcuni sopravvivono nello stesso municipio VII, da via Sannio a via Orvieto, solo per citare due esempi. "Si tratta dei cosiddetti mercati su sede impropria" ha ribadito l'assessore Accoto. Sono spazi che l'amministazione ha l'intenzione di riqualificare. Ma non sempre ci sono le condizioni per farlo.

Il futuro del mercato

Lo stato dell'arte di piazza dei Tribuni è complicato. "Come Ente di prossimità abbiamo l'onere di garantire la sicurezza stradale e quindi, anche se la proprietà è privata, ci occuperemo di sistemare la pavimentazione" ha promesso la Minisindaca Lozzi. L'altro intervento ha riguardato la rimozione dei box andati a fuoco e di quelli inutilizzati. La riqualificazione della piazza del Quadraro, anche se il Municipio ha dichiarato l'intenzione di confrontarsi con i pochi operatori rimasti,  rischia di esarirsi qui. Sullo sfondo rimane un vecchio contenzioso tra la proprietà della piazza ed il Comune. Chi sogna di vederlo trasformare in uno spazio come  quello realizzato a Quarto Miglio, allo stato dei fatti, rischia di restare deluso. 

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