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Lucha y Siesta, il Campidoglio tende una mano alle vittime di violenza ed annuncia: “Hanno accettato le case”

Per le inquiline di Lucha y Siesta il Comune punta sulla formula della coabitazione. L'immobile di via Lucio Sestio verso la vendita. Roma Capitale: “Valutiamo anche una nostra partecipazione all’asta”

In concomitanza con la manifestazione organizzata in Campidoglio, Roma Capitale gioca la carta del dialogo con le ospiti del centro antiviolenza del Quadraro. Il distacco delle utenze, in vista della vendita all'asta dell'immobile, resta una possibilità concreta. Ma nella giornata del 18 febbraio si registrano ancheimportanti novità.

Proposta accettata

“Le donne vittime di violenza che ad oggi occupano, insieme ai loro bambini, l’immobile Atac in via Lucio Sestio 10 hanno accettato il piano personalizzato di accoglienza e progettualità di fuoriuscita dalla violenza offerto da Roma Capitale” ha fatto sapere il Campidoglio. C’è dell’altro. “Questa mattina – viene comunicato attraverso una nota -  le donne sono state accompagnate dal personale capitolino presso gli appartamenti assegnati ad ognuna, per completare il sopralluogo propedeutico ai trasferimenti. Per procedere, gli uffici capitolini sono ora in attesa che l’associazione Lucha y Siesta comunichi il relativo calendario”.

La coabitazione

La soluzione prospettata da Roma Capitale va in direzione di “un nuovo servizio di accoglienza e sostegno personalizzato” che va declinato nella forma della coabitazione. Una strada che, secondo le operatrice del centro antiviolenza, rappresenta “ un’opportunità fondamentale per le donne che sono pronte ad andare a vivere con la formula del co-housing, cosa che prevede ci siano anche delle spese da sostenere”. Ma non è, quella indicata dal Comune, una soluzione adatta a tutte.

Il modello Lucha y Siesta

“Ci sono donne, a Lucio Sestio, per cui bisogna portare avanti anche un percorso di autonomia e di empowerment che è possibile concepire attraverso una serie di servizi, dalla formazione all’inserimento lavorativo” e che, ha fatto notare Michela Cicculli, non può prescindere da “un sistema di relazioni sociali cosa che, di fatto, rende ogni donna più sicura nella vita”. E’ il modello Lucha y Siesta insomma, che peraltro il Campidoglio dichiara di voler salvaguardare.
L’ amministrazione Capitolina, sempre con una nota, ha dichiarato d' aver “dato mandato agli uffici competenti di lavorare sulla strutturazione di una sperimentazione del modello rappresentato dall’esperienza di Lucha y Siesta, da implementare all’interno di un inquadramento normativo regionale”.

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L'asta dell'immobile

Per riuscirvi si punta sulla ricerca di soluzioni idonee all’interno del patrimonio immobiliare. Ma non solo. Perché dal Campidoglio arriva anche un altro importante annuncio. “Stiamo valutando anche la partecipazione all’asta di cui l’immobile Atac oggetto della procedura di concordato sarà oggetto”. E non sarà l’unico ente interessato a prendervi parte. La Regione Lazio, infatti,  ha già formalmente dichiarato di perseguire lo stesso obiettivo. 

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