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Lucha y Siesta: mille luci per non spegnere l'esperienza del Centro Antiviolenza

Un migliaio di persone ha sfilato in via Tuscolana per manifestare solidarietà al centro antiviolenza Lucha y Siesta, sempre a rischio sgombero.

Il sit-in prima del corteo. Foto Agenzia DIRE

No alla chiusura di Lucha y Siesta. Un migliaio di persone ha sfilato, nel tardo pomeriggio di mercoledì 13 novembre, per ribadire che il Centro Antiviolenza di via Lucio Sesto non deve chiudere.

In vendita per salvare Atac

L''immobile è finito nel concordato preventivo di Atac ed è quindi destinato ad essere ceduto per evitare il fallimento dell'azienda di trasposto pubblico. Si tratta di un destino che però non covince le tante donne che in quello spazio hanno trovato rifugio. Da tempo, insieme alle volontarie che operano nella struttura, hanno dato vita ad un coordinamento. Ne fanno parte numerose realtà sociali ed anche alcuni rappresentanti istituzionali che, con i cellulari illuminati "per dare lucha alla città" hanno , hanno attraversato la via Tuscolana, dalla sede del Municipio VII fino al Quadraro. 

Un'esperienza nata dalla lotta

Molti manifestanti hanno indossato la maschera da Luchadores. "Sono un simbolo che rappresenta l'esperienza viva della Casa delle Donne 'Lucha y Siesta' , un'esperienza che è nata dalla lotta"  ha spiegato un'attivista di Non Una Di Meno. Ora quella realtà, nata undici anni fa nei locali inutilizzati dell'ex stazione Cecafumo, è a rischio sgombero. Il 13 novembre era anche previsto un distacco delle utenze. Possibilità che, per il momento, è stata scongiurata.

La proroga nel distacco

"L'amminisrazione capitolina- fanno sapere dal comune – ha inviato ai liquidatori giudiziali del Tribunale di Roma e ai rappresentanti legali di Atac una nuova richiesta per ottenere una proroga del distacco delle utenze". Non è chiaro però per quanto tempo, questa possibilità, verrà accordata al centro antiviolenza.  Il distacco infatti, come ha fatto notare Simona Ammarata, attivista dlla Casa, "potrebbe succedere in qualsiasi momento, perchè per adesso da parte del Campidoglio c'è solo una richiesta (di una proroga ndr) ma non una certezza".

Il piano B del Campidoglio

Nel frattempo l'amministrazione lavora ad un piano b. Il Campidoglio, attraverso una nota, ha fatto sapere di confermare "impegno alla prevenzione e al contrasto della violenza in ogni sua forma, anche con l’apertura di case rifugio e case di semiautonomia in ogni municipio di Roma.". Ed a tal riguardo, ha dichiarato l'amministazione capitolina, "è stato individuato un immobile anche nel VII Municipio, da destinare a tale scopo".  

La mobilitazione permanente

In assenza di certezze però continua "la mobilitazione permanente". E la grande partecipazione fatta registrare nel corteo di via Tuscolana, ha dimostrato plasticamente le intenzioni dei tanti manifestanti. Con le maschere dei Luchadores ed i cellulari accesi, "per dare Lucha alla città".

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