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Quadraro, la Locanda dei Girasoli festeggia: da 20 anni un modello d'inclusione sociale

Il ristorante di via dei Sulpici 117h ha traguardato i 20 anni di attività. Remicci: "Siamo diventati un punto di riferimento per tante famiglie"

La locanda dei Girasoli ha compiuto vent'anni ed il 19 maggio sono ufficialmente iniziati i festeggiamenti. In due decadi il ristorante, in cui lavorano persone con sindrome di down, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante. E' diventato un modello d'inclusione sociale apprezzato ben oltre i confini della Capitale. Ma anche all'interno del perimetro cittadino, la sua esistenza risulta estremamente apprezzata.

Un punto di riferimento

"Ci vedono ogni settimana 200mila persone sui social network – ha spiegato il Enzo Rimicci, il presidente del Consorzio che gestisce il ristorante, nel corso dei festeggiamenti svoltisi il 19 maggio – ci contattano centinaia di famiglie che hanno il problema di capire cosa succederà ai loro figli quando crescono". Il cosiddetto "dopo di noi" è un tema che, comprensibilmente, genera ansia ai genitori di persone con disabilità. E da questo punto di vista, l'esperienza della Locanda, rappresenta un punto di riferimento.

Un messaggio di speranza

"La nostra importanza è che, con la nostra attività, dimostriamo quello che si può fare. E' qualcosa che richiede grossi sacrifici, visto che noi lo facciamo autonomamente" ricorda Remicci. Ma il risultato è sotto gli occhi dei romani che, con la loro presenza, possono contribuire alla riuscita del progetto.

La richiesta di una nuova sede

Resta sullo sfondo, ma non è venuta meno, la richiesta di un locale pubblico. Sono trascorsi sei mesi dall'SOS lanciato dal presidente del Consorzio Sintesi che, dal 2013, sostiene il ristorante del Quadraro. L'esigenza di un locale in una zona più centrale era stata espressa chiaramente. "Purtroppo siamo penalizzati dall'ubicazione e di conseguenza, con un solo turno di lavoro – aveva spiegato Rimicci  - non riusciamo ad andare in pareggio. Servirebbe pertanto un'altra sede".

La raccolta firme

La proposta era stata immediatamente raccolta da oltre 120mila cittadini. Tanti infatti sono stati i romani che hanno sottoscritto la raccolta firme, veicolata per chiedere di offrire alla Locanda un ristorante meno periferico. Per ora senza risultati.

Cosa fare

Se il progetto resiste è perchè non è venuto meno l'affetto dei tanti cittadini che, soprattutto il venerdì ed il sabato, riempiono il locale. Un modo per contribuire al mantenimento di quest'apprezzata esperienza, è quello di riservare dei tavoli anche durante il resto della settimana. E' quello il regalo di compleanno di cui la Locanda ha bisogno. In attesa di una sede, meno periferica, dove festeggiare i prossimi anniversari.

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