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Crolli danneggiano l’Acquedotto Felice: chieste rapide verifiche sulla stabilità

Parti d'intonaco con cui era stato restaurato l'Acquedotto Felice, vicino alla pista di pattinaggio di via Lemonia sono crollate. Sotto alle volte c'è un percorso pedonale molto utilizzato dai frequentatori del Parco

La caduta di alcuni porzioni d’intonaco, di dimensioni anche consistenti, ha allertato molti fruitori del Parco degli Acquedotti. Il cedimento, avvenuto nella giornata di martedì 14, ha destato una comprensibile preoccupazione. Le volte che si sono deteriorate, sono infatti quelle sotto le quali ogni giorno transitano centinaia di persone.

LA REAZIONE DEL MUNICIPIO - Ora la zona interessata, non distante dall’ingresso di via Lemonia, è stata transennata. “Ieri sera  - ci fa sapere il capogruppo della Lista Marino Francesco Laddaga  - sono stato allertato da alcuni cittadini su facebook e stamattina ho fatto un sopralluogo, verificando che l'area era già stata recintata dall'Ente Parco. L’assessore Morgia ha quindi verificato con il nostro ufficio tecnico che l'area fosse esterna alla fascia di competenza del Municipio – ci spiega Laddaga – e di conseguenza ho contattato telefonicamente l'ufficio tecnico dell'Ente Parco, che mi ha chiesto di inviare una mail... Cosí ho fatto, richiedendo anche, cosa fondamentale per evitare future disgrazie, il controllo dello stato dei rivestimenti degli acquedotti”.

L'AREA INTERESSATA - Nella richiesta inoltrata per iscritto all’Ente Parco, Laddaga ha sottolineato “il pericolo corso” visto che “alcuni frammenti di intonaco risultano molto grandi e pesanti”. Il crollo,come si accennava “è avvenuto in corrispondenza del viale pedonale che attraversa l’acquedotto stesso”. Ma dal punto di vista archeologico, poiché a cedere è stato soltanto l’intonaco messo durante un restauro, il fatto non rappresenta un problema. Tuttavia, il rischio per l’incolumità delle persone, c’è stato.

LE NECESSARIE VERIFICHE - Nella lettera che il Presidente della Commissione Cultura del Municipio VII ha scritto all’Ente Parco, oltre a chiedere che l’area venga “al più presto ripristinata e resa fruibile” si sollecitano anche  “sopralluoghi per verificare la stabilità dei rivestimenti degli acquedotti, in special modo in corrispondenza delle aree più frequentate e dei vialetti pedonali che ne consentono l’attraversamento”.

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