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Roghi la Barbuta, il Municipio rilancia: "Coinvolgiamo il Ministero dell'Ambiente"

Dopo aver tentato di far attivare l'Esercito, il Municipio VII gioca la carte del Ministero: "Ad oggi nessuna misura di contrasto ai roghi"

I roghi tossici nel campo de "La Barbuta"non sono mai cessati. I sopralluoghi delle commissioni capitoline, le proteste delle comunità locali, le manifestazioni sotto la prefettura, non hanno risolto il problema. Decine di migliaia di residenti tra Ciampino, Morena, Osteria del Curato e quartieri limitrofi, continuano a respirare i veleni sprigionati dalla combustione di plastiche e rifiuti.

Il ricorso all'Esercito 

Non ha avuto alcun riscontro neppure la proposta, avanzata sia dalla presidente pentastellata del Municipio VII che dal sindaco democratico di Ciampino, di trattare la questione in maniera analoga con quanto fatto con la legge sulla Terra dei fuochi. Ma questa strada, che comporta la possibile attivazione dell'Esercito, non è stata abbandonata. Anzi, come sottolineato dalla Commissione ambiente del Municipio VII, "ad oggi non risultano essere state attivate visibili misure di contrasto al fenomeno dei roghi". 

Niente tavolo interistituzionale

Nel parlamentino di Cinecittà giovedì 31 maggio i consiglieri di maggioranza ed opposizione torneranno ad affrontare la questione  "La Barbuta". Al vaglio c'è un documento che, nel ripercorrere tutte le iniziative messe in campo dall'istituzione locale, punta dritto ad un obiettivo. Non si mira più alla costituzione di un tavolo interistituzionale. Si vuole dare mandato alla presidente Monica Lozzi di attivarsi direttamente presso  il Ministero dell'Ambiente.

La responsabilità statale

La legge infatti (art 309 del dlgs 152/06) consente agli enti locali colpiti da danni ambientali, di chiedere l'intervento direttamente di questo Ministero. Un'opzione che, evidentemente, sposta il livello di responsabilità dal piano cittadino - e capitolino -  a quello statale. La Sindaca non sarà quindi  chiamata in causa per risolvere un problema della sua città. Ad un anno dalla promessa di chiudere le baraccopoli, le periferie romane continuano però a farci i conti. Il "piano di carta" della Sindaca, per usare la definizione dell'associazione 21 luglio, mostra anche a La Barbuta i suoi limiti. Lo sanno bene i residenti, costretti a respirare i fumi tossici. E la stessa amministrazione municipale dichiara, nell'atto che sarà portato in votazione il 31 maggio,  "di condividere le preoccupazioni dei cittadini sui danni che i roghi possono causare".

Il cambio di strategia

Il Municipio VII punta così ad ottenere  "un intervento chiaro e risolutivo nei confronti di una situazione che si trascina di anni".  Proverà  a farlo cambiando tattica e cercando di coinvolgere direttamente le istituzioni nazionali.  Un'opzione che non esclude definitivamente la possibilità di applicare per La Barbuta la legge sulla Terra dei Fuochi. 

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