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Mafia Capitale, Comunità Territoriale VII Municipio: “La politica torni al servizio della città”

La rete di comitati di quartiere ed associazioni del territorio municipale, chiede di voltare pagina, affinchè la "politica torni al servizio della città: basta con le lotte di potere"

Trasparenza e partecipazione. La comunità territoriale del municipio VII continua a ripetere come fosse un mantra, quella che è la ricetta per arginare il malaffare che l’indagine sul “Mondo di mezzo” sta evidenziando. Servirebbe dunque un maggiore coinvolgimento dei cittadini e delle autorità locali, per uscire dal pantano messo a nudo dalla Procura di Roma.

OCCHI APERTI - Si parte da una premessa:“Temiamo che il malaffare  - osserva Maurizio Battisti, portavoce della Comunità territoriale - non sia solo quello affiorato nel settore specifico dominato dalla banda del “Mondo di mezzo” ma che vi siano a Roma altri settori come quello edilizio, urbanistico e dei lavori pubblici che meritano l’attenzione della Magistratura”.

CENTRI DI ASSISTENZA - Per restare però al filone principale dell’indagine, la Comunità Territoriale di dichiara “particolarmente indignata” dall’emergere delle varie ipotesi di reato collegate alla gestione delle politiche di assistenza ai rifugiati ed ai Rom. “Occorre che il Prefetto ed il Sindaco cambino decisamente indirizzo” scrive Battisti. E per farlo, la Comunità chiede di “elaborare un piano di dislocazione dei centri di assistenza e accoglienza”. Ma anche di ridurre in dimensione i nuclei di rifugiati, rendendoli più omogenei, in modo da evitare  “inumani e ingovernabili affollamenti tipo ‘Palazzo Selam’ alla Romanina”.

UN ANTITODO AL RAZZISMO - Inoltre, per la rete di comitati ed associazioni del VII Municipio,  si dovrebbe ricorrere al patrimonio pubblico comunale, “compreso quello in disuso” per creare “centri di accoglienza”. Infine, non meno importante, andrebbero creati  “progetti lavorativi anche nell’ambito dei quartieri dove verranno allocati i Centri stessi”. Quattro punti, per impostare politiche in grado di arginare “l’allarmismo interessato e le pulsioni xenofobe di chi magari specula politicamente di giorno per arricchirsi di notte sul disagio di tanta povera gente straniera e – viene sottolineato- degli italiani che risiedono nei quartieri più periferici e popolari”, vittime di una cronica “ mancanza di servizi e di sicurezza”.

LE LOTTE DI POTERE - In conclusione, viene chiesto l’avvio di “una politica al servizio della città” in grado di “voltar pagina pagina rispetto a quella basata esclusivamente su una lotta di potere - chiosa Battisti - cui abbiamo assistito fin dall'insediamento della nuova Giunta”.

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