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Centralità Romanina, Comunità Territoriale MunX: “Inaccettabilità dell'attuale progetto”

La Comunità Territoriale del Municipio X, dopo aver partecipato a vari incontri sulla Centralità di Romanina, ha diffuso una nota per esprimere le proprie convinzioni e, soprattutto, le proprie perplessità riguardo il progetto

Marco Guercini 8 marzo 2012

La Comunità Territoriale del Municipio X ha recentemente partecipato a molti incontri, organizzati dal Municipio, riguardo la questione della Centralità di Romanina. E’ stata in seguito pubblicata una nota, a firma del presidente della Comunità Maurizio Battisti, per spiegare le loro perplessità riguardo alcuni punti di questo progetto.

“Gli incontri ed i relativi allegati hanno rafforzato la nostra idea sulla inaccettabilità ed insostenibilità dell'attuale progetto che la proprietà ha presentato agli uffici del Comune di Roma – spiega subito Battisti nella nota - Molti sono i nodi che gli incontri tematici non sono riusciti a sciogliere; non abbiamo capito infatti perché la Centralità della Romanina non possa essere servita da un prolungamento della attuale linea A della metropolitana e perché ci sia bisogno di un raddoppio delle cubature, proposto con due memorie di Giunta dall'Assessore Corsini. Se nel NPRG di Roma del 2008 la Centralità si sosteneva con 1.129.000 mc ora perché ne servono 1.920.000? Si potrebbe pensare che ciò serva per portare migliori infrastrutture e servizi. Invece così non è!”.

LE FUNZIONI PUBBLICHE COMPRESE NEL PROGETTO – “Infatti ora si parla di metro leggera, con ridotta portata e con rottura di carico ad Anagnina, e le funzioni pubbliche sono pressoché sparite - prosegue Battisti - Infatti, mentre nella versione approvata con il NPRG le funzioni pubbliche assorbivano circa il 66% della cubatura, ora sono ridotte al 5% ! L'unica funzione pubblica proposta è la "città della musica". Ovviamente una Centralità metropolitana non si può reggere su funzioni così evanescenti e deboli".
 
CENTRALITA’ O REGALO ALLA RENDITA FONDIARIA? - La Superficie Utile Lorda concessa al privato passa invece dal 34% al 95%, con l'insediamento abitativo previsto (per circa 10700 persone) che passa dal 20% al 66% ! Il raddoppio delle cubature, il mancato previsto prolungamento della metro A, l'inversione delle proporzioni tra pubblico e privato rendono inaccettabile e fuori dai principi e dalle linee del NPRG la Centralità della Romanina, che in questo modo assumerebbe l'aspetto di un grande regalo alla rendita fondiaria e speculativa. Inoltre gli incontri tematici non hanno chiarito perché l'amministrazione centrale non voglia casomai incentivare la vera Centralità del quadrante sud-est, e cioè quella di Tor Vergata; un grande polo pubblico con funzioni pregiate”.
 
RISORSE ECONOMICHE – “Ultimo punto, ma non certo meno importante è quello delle risorse economiche – continua la nota - Dal calcolo teorico mostratoci dai dirigenti del Comune di Roma, le risorse che la proprietà investirebbe per l'infrastruttura di mobilità pubblica (ossia la metro leggera) assommerebbero a 30 milioni di euro a fronte dei 388 necessari. Tra l'altro questi 30 milioni di euro non sono altro che i soldi necessari per la costruzione di un tunnel di attraversamento della Centralità. Tunnel comunque previsto nel progetto per il traffico automobilistico di attraversamento”.

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"Paradossalmente la proprietà aveva nel 2009 offerto un contributo straordinario di 50 milioni di euro per il prolungamento della metro A, superiore quindi al contributo attuale pur avendo raddoppiato le cubature previste. Resta quindi non comprensibile come si possa continuare a chiamare "Centralità" un'opera che non sarà mai quel "magnete" o quel "fuoco urbano" che il NPRG prevede per ogni Centralità Metropolitana, ma che nella attuale forma renderebbe ancora più scadente la qualità di vita degli attuali residenti extra GRA e di quelli futuri previsti (circa 35-40.000 per un totale di 6.500.000 mc)”.
 
“Riteniamo che la classe politica debba orientarsi verso un modello diverso e più moderno di città, uscendo da queste logiche speculative che arricchiscono pochi ma danneggiano molti - conclude quindi Battisti - Chiediamo quindi, come minimo, un ritorno alle previsioni e alle linee guida del NPRG, e che si parli di Centralità Metropolitane solo dopo aver definito le funzioni e le infrastrutture necessarie a dare senso allo sviluppo policentrico di cui la nostra città ha tanto bisogno”.
 
 

Maurizio Battisti
lavori pubblici

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