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Piano di zona Tor Vergata, scendono in campo i 5 stelle: la revoca di Berdini rischia d'essere tardiva

Sventato lo sgombero delle otto famiglie di via Gallian. Lozzi (M5s): "Con l'avvio della revoca delle concessione, il rischio non è scongiurato. Ma faremo il possibile per evitarlo". A metà marzo il prossimo intervento dell'ufficiale giudiziario

Foto dalla pagina facebook di Marcello de Vito

Niente sgombero. Le otto famiglie del piano di zona di Tor Vergata che dal 2000 hanno avviato un contenzioso con la cooperativa costruttrice, restano nelle loro case. Il picchetto messo in campo lunedì 23 ha sortito il suo effetto.  Per ora. Perchè anche se il Comune venerdì 20 ha avviato il procedimento di revoca delle concessioni, il 14 marzo ci sarà da far fronte ad un altro accesso dell'ufficiale giudiziario.

LA PRESENZA ISTITUZIONALE - “Oggi, per la prima volta in tanti anni,  abbiamo visto le istituzioni capitoline schierarsi a viso aperto con le nostre famiglie –  ha sottolineatoAlessandro Egizi, uno dei residenti colpito dalla richiesta di sfratto –  oltre alla parlamentare Roberta Lombardi che da tempo è al nostro fianco, hanno infatti partecipato il Presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito, ed i consiglieri pentastellati Calabrese, Ficcardi, Sturni, Coia e Mariani – elenca il cittadino – C’era anche la Presidente Monica Lozzi che su questa vicenda è davvero schierata in prima linea ”. Ma in via Gallian non c’erano ovviamente soltanto i rappresentanti istituzionali del M5s. Al picchetto non hanno fatto mancare la propria presenza anche Angelo Fascetti di Asia Usb e l’Avvocato Perticaro, che segue la pratica di alcune famiglie.

REVOCA E PREZZI MASSIMI DI CESSIONE - “Oggi è andata bene, in quanto il commissariato di zona non ha potuto soddisfare la richiesta della forza pubblica avanzata dall’ufficiale giudiziario - ha ricordato Egizi -tuttavia nonostante venerdì scorso sia stato avviato il procedimento di revoca delle concessioni,il problema non è stato superato”. I piani di zona, sono stati infatti realizzati, come stabilito con la legge 167,del 1962 su terreni comunali dati in concessione ai privati. A condizione di realizzarvi immobili da destinare all’edilizia economica e popolare. Quindi, con prezzi calmierati rispetto al mercato. Si parla cioè di “prezzi massimi di cessione” che le 8 famiglie già hanno versato alla cooperativa, per riscattare i propri appartamenti. Si sono però rifiutate di corrispondere un costo ulteriore. “Gli importi versati variano in funzione delle metrature, ma io nel 2000 ho pagato 205 milioni di vecchie lire – ha spiegato Egizi – oltre a quella cifra, ci era stato chiesto di versarne altri 20 o 30, ma ci siamo sempre rifiutati. Ed oggi sono diventati 150mila”. Senza il pagamento di questo "conguaglio", le 8 famiglie sono diventate morose e, come tali, hanno perso lo status di soci della cooperativa. La conseguenza è stata la richiesta del loro sfratto.

TEMPI STRETTI - Preso atto di questa condizione, per la prima volta da quando la vertenza di queste famiglie è iniziata, il Comune ha preso posizione. Ed a seguito di un vivace incontro tra le parti, ha deciso di avviare il procedimento di revoca della concessione.  La partita però non è conclusa. Come ha chiarito la parlamentare   Roberta Lombardi, in un video pubblicato sulla sua pagina istituzionale, ci sono dei tempi da rispettare. “Le controparti interessate , ovvero i costruttori, hanno 10 giorni di tempo  a partire dal 20 gennaio per presentare le loro memorie e dimostrare così di aver rispettato  i termini previsti nella convenzione con il Comune. Poi ci sono altri 60 giorni per arrivare a conclusione”. Il prossimo appuntamento con l’ufficiale giudiziario è però stato fissato per il 14 marzo, quindi prima della conclusione dell’iter che potrebbe portare alla revoca. “Se la prossima volta l’ufficiale giudiziario chiede l’ausilio della forza pubblica al Commissariato, allora si rischia davvero lo sgombero”riconosce l’inquilino di via Gallian. Il destino delle 8 famiglie è quindi appeso al filo. “Siamo riusciti a  far avviare il procedimento di revoca e ci sono delle tempistiche da rispettare  – riconosce la Presidente del Municipio VII Monica Lozzi -  Il pericolo non è quindi del tutto scongiurato – ammette – ma noi stiamo lavorando e faremo di tutto perché lo sfratto non vada in porto”.
 

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