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Quadraro: oggi ricorre l’anniversario del rastrellamento nazifascista

Azuni (SEL): “La nostra città non deve dimenticare gli anni della dittatura e della guerra, quando uomini e donne sacrificarono la loro vita per la democrazia”

Il rastrellamento del Quadraro, di cui oggi ricorrono i settant’anni, rappresenta una delle ferite più gravi che sia stata inferta alla resistenza romana, negli anni dell’occupazione nazista.

Come in altre analoghe circostanze, ricordare un episodio tanto drammatico, acquisisce un valore sacrale, poiché richiama alla memoria il martirio di quanti, a costo della propria vita, si sacrificarono per mantenere viva la speranza di un futuro più libero e democratico. “Senza la memoria non si può ambire a un futuro democratico – scrive in una nota la Consigliera capitolina Gemma Azuni (Sel) - Oggi è l’anniversario del rastrellamento nazifascista del Quadraro. Il 17 aprile 1943, 947 romani furono arrestati e deportati nei campi di sterminio in Germania. La furia degli occupanti tedeschi e dei loro alleati mussoliniani prese di mira uno dei quartieri più antifascisti della Capitale. La nostra città e l’Italia intera  - prosegue Azuni - non devono dimenticare gli anni della dittatura e della guerra, quando molti uomini e donne che amavano la libertà sacrificarono la propria vita per la nostra democrazia”.

Per celebrare il ricordo della persecuzione nazifascista,  in tutta la città sono state realizzate targhe, cippi, e corone d’alloro. Talora dileggiate, come avvenne per la targa dedicata a Settimia Spizzichino, altre volte trafugate, come per la corona dall’alloro in via Albalonga, dove viveva il martire Armando Ottaviano. Azuni, per tentare di rinsaldare il senso di una memoria collettiva, ha però avanzato un’altra proposta: “Lo scorso 27 marzo, è passata in Assemblea Capitolina la mia mozione che promuove la costruzione di un monumento per le vittime della persecuzione nazifascista, troppo spesso dimenticate negli anni – ricorda Azuni che poi spiega -  Si tratta in particolare di omosessuali, transessuali, disabili, rom e sinti. Sono certa che, con Ignazio Marino sindaco, l’iter amministrativo per la realizzazione dell’opera partirà al più presto. Anche Roma, come altre capitali europee, avrà così un simbolo con cui ricordare gli invisibili della barbarie nazifascista”.

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